Roma. Allinizio di dicembre è stato approvato il decreto Ronchi (il cosiddetto salva-infrazioni) che pone le basi per laffidamento ai privati del servizio idrico, pur mantenendo pubblica la rete. Da quel momento in poi la palla è passata alle singole amministrazioni locali per ladozione del provvedimento.Il Consiglio provinciale di Roma si è immediatamente espresso contro la privatizzazione, con una mozione unitaria presentata dalla commissione Ambiente con la quale si impegnano presidente e Giunta a chiedere alla Regione Lazio di avanzare ricorso presso la Corte Costituzionale contro il decreto Ronchi. Si parla quindi di gestione e cicli dellacqua come monopoli naturali nei quali non si può introdurre un sistema di concorrenza e di accesso allacqua da garantire a tutti, soprattutto alle fasce di popolazione più svantaggiate, mentre dove ci sono state privatizzazioni le tariffe sono aumentate fino al 40%. In città lazienda che si occupa dellerogazione dellacqua potabile, come tutti sappiamo, è lAcea: i dati parlano di 309 milioni di metri cubi lanno per lintera Capitale e un consumo giornaliero pro capite di 233 litri, mentre si calcola che ne basterebbero una cinquantina. A prescindere da come andrà, noi romani potremmo iniziare a comportarci più civilmente e risparmiare qualche litro in più. Mi sa che ci conviene.
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ed ora Partono le PRIVATIZZAzionI di tutto; non c'e' Dio perche' il Dio si chiama God gold mann Sucks!
SussBank 1 month ago