Finalmente ho l'onore di presentare il mio primo, personale tributo ad un'opera cinematografica tra quelle che preferisco in assoluto, dal valore, storico e culturale, incommensurabile.
"M-Il Mostro di Dusseldorf", girato da Fritz Lang nel 1931 a Berlino, e suo primo film sonoro, non rappresenta soltanto una delle manifestazioni più mature dell'arte espressionista, nonché una pioneristica anticipazione di molte di quelle innovazioni tecniche e narrative che verrano riprese da altre produzioni solo alcuni anni dopo, ma costituisce, prima di tutto, una testimonianza di straordinaria attualità su una problematica umana e sociale dal terribile impatto: la pedofilia.
L'occhio scrutatore del regista regala allo spettatore una prospettiva tagliente come i movimenti stessi della telecamera, che attraversa come una lama le nebbiose atmosfere di una cittadina intrappolata dal gelo della paura e del sospetto. Trattando, con una sensibilità ed una umanità semplicemente inesprimibili, i temi drammatici della malattia, della morte, dell'odio sociale, della "giustizia".
Una pietra miliare del Novecento, imperdibile, e oggi più attuale e toccante che mai, grazie anche alla magistrale intepretazione dell'allora esordiente Peter Lorre (vero nome: Ladislav Löwenstein), capace di realizzare una delle più grandi prove d'attore che la storia del cinema possa ricordare.
A corredo di un simile Capolavoro, ho scelto di utilizzare come accompagnamento sonoro un altro dei testi di Fabrizio De André: si tratta della "Leggenda di natale", estratta dal suo secondo album ("Tutti morimmo a stento", 1968). Una canzone particolarmente vicina ed affine alle tematiche del film di Lang, un urlo spezzato in gola che cerca anch'esso di narrare, con struggente delicatezza, la tragica vicenda di violenza subita da una delle protagoniste del CD di De André in questione.
un accostamento significativo e drammatico
signorinakitty 1 year ago
@signorinakitty
Ti ringrazio per il commento! :)
VulgarHurricane 1 year ago