Il direttore del Tg1 appare in video nell'edizione delle 20 per giustificare la sua scelta: e cioè il black-out sull'inchiesta di Bari e sulle frequentazioni del premier Berlusconi, su tutti i giornali del mondo per il suo incontro con una squillo e la disinvolta gestione degli ingressi a Palazzo Grazioli e Villa Certosa.
"Accade -ha detto Minzolini- che semplici ipotesi investigative e chiacchericci si trasformino in notizie da prima pagina nella realtà virtuale dei media o per strumentalizzazioni politiche o per interessi economici.
E' avvenuto in passato, come ricorderete, quando si tentò di colpire il presidente del consiglio di allora strumentalizzando la foto che ritraeva un suo collaboratore in una situazione definita scabrosa. E' accaduto più volte -ha continuato - in queste settimane in cui è stata messa sotto i riflettori la vita privata del premier in nome di un improvviso moralismo: abbiamo visto addirittura celebri mangiapreti vestire i panni di novelli Savonarola".
"Queste strumentalizzazioni, questi processi mediatici, non hanno nulla a che vedere con l'informazione del servizio pubblico -assicura Minzolini- Nella settimana in cui gli Stati Uniti hanno scelto le nuove regole per proteggere il risparmio nel mondo, mentre esplodeva il caso Iran, e alla vigilia del G8, sarebbe stato incomprensibile privilegiare polemiche sul gossip nazionale solo per scimmiottare qualche quotidiano o rotocalco. Questa è la linea editoriale del Tg1 che vi ho promesso, cari telespettatori, fin dal primo giorno. E che continuerò a garantirvi".
Questa mattina il presidente della Rai Paolo Garimberti aveva convocato il direttore: in un colloquio durato 20 minuti aveva ricordato a Minzolini che "completezza e trasparenza dell'informazione sono un dovere imprescindibile del servizio pubblico radiotelevisivo". Ma nell'edizione delle 13.30 del primo telegiornale delle reti pubbliche, l'inchiesta che domina le prime pagine della stampa nazionale e internazionale non era comparsa nei titoli.
C'era stato un un servizio, il quinto del telegiornale - dopo referendum, Iran, maltempo e treno merci deragliato - puntato sulle precisazioni dell'avvocato di Tarantini, l'imprenditore della sanità indagato, dove si fa solo una volta, verso la fine, il nome del presidente del Consiglio, mentre per il resto ci si riferisce genericamente ai "piani alti del potere". La situazione non cambiava molto nel Tg della 20. Minzolini ha affidato il servizio a un inviato di primo piano, Pino Scaccia. Per poi comparire in video e giustifcare le sue scelte.
Questo uomo è paragonabile ad Emilio Fede
MIlanovunque 2 years ago 7
Ti è rimasto un pelo di culo sulla lingua.
bassanirob 1 year ago 3