Articolo del 22 marzo 2010
Il grande flop del fotovoltaico
di Franco Battaglia
Molto denaro pubblico e poca energia. Gli impianti sono costati ai cittadini tedeschi 10 miliardi di euro
Ora, a parte il fatto che la produzione elettrica tedesca è per il 55% da carbone e per il 30% da nucleare, per cui ce ne sarebbe di strada da fare prima di pretendere di imitare la Germania, proprio il fotovoltaico tedesco è la prova provata - se mai ci fosse stato bisogno di tale prova - del fallimento di questa tecnologia. Pensate, la metà della potenza fotovoltaica mondiale è installata in Germania, ma dal fotovoltaico quel Paese ci ricava meno dello 0.5% dell'energia elettrica che consuma. Molti miliardi per nulla è il titolo di un recente articolo ove il quotidiano Die Zeit, riportando la notizia di uno studio del Rhineland-Westphalia Institute for Economic Research di Essen, così scrive: «Le installazioni di nuovi moduli fotovoltaici nel solo anno 2009 sono costati ai consumatori oltre 10 miliardi di euro. E questo per immettere sulla rete elettrica all'incirca lo 0.3% della domanda nazionale, praticamente nulla». Quello studio ha sottolineato come 1) l'indotto industriale legato al fotovoltaico svanisce non appena si esaurisce il meccanismo degli incentivi; 2) la tecnologia non mitiga, ma aggrava, il problema della sicurezza degli approvvigionamenti, visto che il back up di questi impianti intermittenti viene assicurato da centrali a gas, cosa che ha comportato un aumento delle importazioni di gas dalla Russia; e, 3) coi 77 miliardi che si vorrebbero impegnare in questo settore, si potrebbero costruire impianti nucleari che assicurerebbero un output 35 volte maggiore.
Le cose che il prestigioso istituto di ricerca economica tedesca ha ora scoperto noi, in verità, le ripetiamo da dieci anni. E siccome, a quanto pare, repetita iuvant..., non possiamo che insistere. La specialissima modalità con cui l'umanità si serve dell'energia rende assolutamente inutile quella erogata dal vento e dal sole. Noi abbiamo bisogno di energia qui, ora, e con la potenza desiderata: per soddisfare questo nostro bisogno decidiamo noi dove, quando e quanto carbone o gas o uranio bruciare. Invece, il sole brilla a proprio piacimento. Tecnicamente, il concetto si esprime dicendo che l'umanità ha bisogno di potenza, mentre invece si insiste, sbagliando, a voler dare importanza alla parola «energia». Né bisogna confondere potenza con possanza, e sbagliare dicendo: il sole forse non andrà bene per muovere un eurostar, ma magari va bene per i bisogni domestici. No: il sole non va - né mai andrà - bene neanche per accendere una lampadina dell'albero di Natale. Il fatto è tecnico. Dovremmo smetterla di installare impianti fotovoltaici, anche se fossero gratis: sono inutili. Ma gratis non sono. Qualche buontempone ama ripetere che il nucleare è economicamente non conveniente. Facciamo i conti della serva (assumendo, per comodità di calcolo, che il kWh sia quotato 10 centesimi alla Borsa elettrica): un reattore nucleare Epr (del tipo di quelli che stanno costruendo in Francia o Finlandia) richiede un impegno economico di 5 miliardi di euro, ma alla fine della sua vita certificata avrà prodotto 1000 miliardi di kWh elettrici, con un ricavo di 100 miliardi di euro. Gli stessi 5 miliardi, impegnati in impianti fotovoltaici, produrranno, nell'arco di vita di questi impianti, 30 miliardi di kWh elettrici, con un ricavo di 3 miliardi di euro, cioè con una perdita secca di 2 miliardi di euro. Solo così si spiega come mai il kWh elettrico, che alla Borsa elettrica è quotato meno di 10 centesimi, è remunerato 48 centesimi a chi lo produce da impianti fotovoltaici.
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rapporto in pdf http://repec.rwi-essen.de/files/REP_09_156.pdf
Continui a ripetere che i motori che muovono i cogeneratori hanno bassa efficienza, (certo quello di Babbo Natale nel video sembra datato), e sciorini un 25% un po' bassino.Poi spari un rendimento troppo ottimistico per un turbogas a ciclo semplice e dici che il gioco non vale la candela.Continui a dimenticare che in Germania si tiene acceso il riscaldamento 7 mesi l'anno e che qui il calore viene usato per scaldare.Quando vedremo grandi centrali a ciclo combinato e teleriscaldamento ti crederò!
AleSantanera 1 month ago
@AleSantanera se lei ha pazienza puo' andare a vedere i posts di scambio fra me e l'ing Miko Paglia sull'argomentp. Le efficienze per impianti cogen per un'abitazione singola e per le nuove centrali a gas a ciclo combinato sono quelle indicate, ricerchi in rete le caratteristiche degli impinati in commercio se non mi.crede. La crtica del video si riferisce agli incentivi in generale. Nessuno le impedisce di staccarsi dalla rete e installare un impianto cogen per i sui bisogni energetici.
robz40 1 month ago
@AleSantanera googli teleriscaldamneto Danimarca
robz40 1 month ago
@AleSantanera e guardi l'altro video "gestione della rete eletrica" . Il pubblico in genere non si rende conto di quanto sia complessa e debba essere gestita minuto per minuto e in alcuni casi secondo per secondo.
robz40 1 month ago
@robz40 falla finita di rispondermi con questa arroganza, anzi, non rispondermi più. COmunque chi è DOmenico Coiante. Io guardo il rapporto ENEA sulle biomasse: questo dice ben altro!!!!!!!!!!!!!!!
ol3mare 10 months ago
@ol3mare un paio di numeri (quelli che evidentemente non conosci) contenuto energetico in KWhtermici/kg delle fonti combustibili: legna 4, carbone 8, petrolio 12, gas14. U(yellow cake) 50000KWhelettrici/Kg. Potenza specifica produzione sotenibile legna da ardere = 0.1W/mq. Sup boschiva italiana 45milakmq quindi 45milakmqx0.1w/mqx8760ore=39TWhtermici ==>39x40%=16TWhlelettrici ovvero lo 16/340=5% annuo in linea con lo studio di Coiante (googla Elettricità da Biomasse Legnose ) Tu sogni....
robz40 10 months ago