Uploaded by ANTIQUARE on Sep 4, 2010
Rifugio Gherardi 27.08.2010 L. Ravasio canta la canzone del porcellino agli amici "hunì" bressà...
TRADUZIONE
Un contadino è andato un giorno al mercato
ed ha portato a casa un bel porcellino
e dopo che in stalla lo ha alloggiato
attacca a farlo mangiare come un suino.
Con quella dieta il maiale
vien grosso proprio di lena
adesso poverino cammina a malapena;
più cresce di peso, di stazza
e più sente crescere l'amore
per l'uomo che pensa sia il suo benefattore.
«Come è buono il mio padrone
per me sgobba e si fa in due
non si è mai vista tanta bontà
mi rispetta più dei cristiani.
Mi tratta come un Papa
pulisce lui dove mi scappa
sono un grassone, un ciccione, un porcello:
ma mi dice che divento ogni giorno più bello!»
Col tempo il nostro maialino si fa orgoglioso:
crede che siano suoi parenti padrone e padrona.
In casa quando gridano e sono arrabbiati,
volano i complimenti: «Porcone! Porcona!»
A tavola gli dice: «Non ingozzarti come il porcello, vai giù in stalla assieme a tuo fratello!»
E lui ribatte: «Parla la figlia della scrofa!»
C'è il nostro maialino che piange per la gioia
-ha trovato la famiglia poverino.
«Come è buono il mio padrone
quanto tribolare, quante attenzioni;
giorno e notte in stalla c'è la luce accesa
sui muri ci sono i quadri, sembra il bar.
Donne nude sul taccuino
in parte al Papa: il nostro Giovannino;
ma nel quadretto più bello ci sono io
e sono vicino a S. Antonio del porcello».
Ma un giono il padrone lo carica sull'Ape
e il nostro maiale pensa con rispetto:
«Siccome fatico a muovere le chiappe
mi porta in motocarro a fare il giretto.»
La corsa finisce al capannone con scritto: macello, naturalmente lì gli hanno fatto la pelle;
il suo padrone più tardi a tavola con gli amici
canta e intanto si lecca i baffi.
«Come è buono il mio maiale
diventato salami e cotechini,
non si è mai vista tanta bontà
è una fortuna nascere cristiani...
Il maialino è morto poverino,
contentissimo senza capire
di che pasta il mondo è fatto...
(parlato) veramente l'avevano avvertito, perché una volta ha chiesto all'asino: «Come mai il padrone ti fa sgobbare, ti picchia col bastone / e ti dà poco da mangiare?
Io non faccio niente tutto il giono e mi tratta sempre bene!». Ma l'asino gli ha replicato: [canto] «Tu però, non sei quello dell'anno scorso ...
(parlato) Io invece sono ancora quell'asino... e da' ascolto a un asino: nessuno fa niente per niente, neppure il cane scodinzola gratis, figurati il padrone ».
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