Rispondendo ad un quesito posto da uno spettatore di Repubblica Tv durante lodierno videoforum, il recista candidato alla Palma DOro 2010, Daniele Luchetti, ha illustrato la sua ricetta per salvare il cinema italiano.
Il telespettatore ha chiesto a Luchetti se, per risolvere il cronico problema della distribuzione, fosse auspicabile lo sfruttamento del web come alternativa alla sala, citando come esempio proprio il film Torno Subito di Simone Damiani, distribuito esclusivamente sul web.
Una distribuzione ufficiale dei film attraverso internet, forse addirittura in contemporanea con le sale, sarebbe un grande vantaggio
Il regista in gara a Cannes ha le idee molto chiare su come migliorare le finanze del nostro cinema: Una parte dellabbonamento ai provider dovrebbe andare a rifinanziare cinema e musica
Luchetti non vorrebbe una semplice tassazione per i provider, ma vorrebbe vederli coinvolti direttamente nella filiera produttiva:Mi piacerebbe che i provider di cinema e musica partecipassero alla produzione di cinema e musica, potendo poi distribuire in esclusiva quanto realizzato
Il regista ha sottolineato il periodo di floridita del quale gode il nostro cinema: Il pubblico italiano non ha mai guardato cosi tanti film come adesso. Il problema e che non li paga guardandandoli piratati su internet.
I provider potrebbero inoltre contribuire alla sopravvivenza dei cinema nei centri cittadini:Una parte di quel denaro deve tornare al cinema, e magari andare a costituire un fondo che possa consentire alle sale del centro storico di rimanere aperte. I centri storici sono i luoghi storicamente dedicati alla cultura. Le sale del centro andrebbero tutelate come si tutelano le botteghe artigiane
Negli Usa lo Stato non da nulla al cinema, attori e registi si rivolgono a produttori privati non allo Stato assistenziale.
Negli Usa chi fa flop una volta è out, qui invece cè gente che fa film da decenni con i soldi altrui e va sempre in perdita.
Troppo comodo e facile.
Ergo: a lavorare
EsimioFede 1 year ago