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CLIP R.ARLES 2009 by Isabel Lima

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Uploaded by on Jul 23, 2009

40 Ans de rencontres 2009
Les Rencontres Arles Photographie Arles (Francia)
dal 7 luglio al 12 settembre 2009
In questo Festival Internazionale di Fotografia , Les Rencontres Arles Photographie il principale interesse è la fotografia, sia digitale o analogica, o con differenti mezzi di espressione . Il mezzo più frequente per rappresentare le opere è sicuramente la carta, ma anche alluminio, cartone , forex , ecc , diverse le dimensioni e tecniche tra tante anche il collage, ma anche proiezioni video sia pubbliche che in luoghi privati , ambientate con musica di sottofondo. Oppure ritocchi in photoshop, trasformando un lavoro di fotografia in unopera multidisciplinaria. Ma la cosa più interessante è la varietà delle tematiche ,abbordate da tanto diverse ottiche di nazionalità , possono trovarsi: Scene di vita urbana, sempre nellurbanistica architetture di diversi luoghi del pianeta, la moda, i ritratti, i paesaggi , la vita di gruppo sociale ,scene di vita privata , paesaggi soleggiati, lomosessualità, la prostituzione, la tossicodipendenza, la guerra in Europa e altrove nel mondo, la povertà nei sobborghi di New York, lo sport, la vita nei paesi africani, linquinamento, la politica, per menzionare alcuni, sono parte dei temi favoriti della fotografia contemporanea che oggigiorno circola nel mercato dellarte e che, fraternità, luguaglianza e la libertà sembra siano i temi preferiti dai fotografi. La parte del Leone in questo festival lo fa sicuramente Nan Goldin , la quale presenta allinterno del Festival di Fotografia la sua ricerca artistica da sempre incentrata sul suo vissuto privato e su quello delle persone a lei più vicine.Una storia che passa dalla vita borghese di una famiglia bostoniana allunderground della New York degli anni 80, dove Nan formerà una nuova famiglia allargata composta da personaggi dalle esistenze difficili, ma lei preferisce immergersi in unambiente in cui la verità, per quanto dolorosa, scandalosa, viene mostrata anziché nascosta. Nelle sue foto le persone si mostrano per quello che sono con tutte le debolezze, i vizi, le sregolatezze. Condivide le sue esperienze più intime attraverso immagini spesso molto dure e dirette che ci mostrano la vita che tutti facciamo finta che non esista: malati terminali di aids, scene di violenza domestica o familiare , luniverso del travestimento, cliniche per la disintossicazione dalle droghe. La forte dimensione fisica-carnale delle immagini anche se molto esplicita, ci permette di entrare in contatto con la vita di queste persone, di sentirne quasi gli odori (sinestetico) , ma lattenzione è rivolta a cogliere nei loro gesti, nei loro sguardi, nei loro amplessi, la natura del legame che li unisce. Molto interessante linstallazione e video immagini che propone allinterno di una chiesa gotica sconsacrata nel centro cittadino di Arles , un legame complesso fatto di luce e di ombra, di gioia,di morbosità e dipendenza che descrive lamore nelle sue esperienze vissute nella sua vita dartista e in quella familiare. Celebrato con 80 immagini (allEglise Sainte-Anne fino al 30 agosto) Willy Ronis è al centro di una restrospettiva che raccoglie gli scatti che più hanno segnato il suo percorso. Nato nel 1910 a Parigi . Interessante sono i lavori fotografici soprattutto le sue sequenze , del fotografo Duane Michals , così pure le foto dei grandi ritratti di Brian Griffin e di Yury Toroptsov , o quelle del fotografo Ken Damy a la Roquette e al Parc des Ateliers , ex capannoni deposito e di ristrutturazione delle vecchie ferrovie francesi , interessante complesso di architettura industriale dei primi novecento , spazio molto simile al nostro Arsenale veneziano. In questi spazi oltre alla fotografia , erano organizzate delle proiezioni fotografiche durante la notte delle proiezioni tra cui anche il video di Nan Goldin the ballade of sexsual dependency . Altra artista donna di particolare interesse è la giovane fotografa slovacca di grande talento Magda Stanova ,con le sue (Dan lombres de la photographie). Sempre negli spazi al Parc des Ateliers una particolare e provocatoria installazione del fotografo svizzero Renè Burì ,la sua installazione costringeva il publico a una visione delle sue fotografie (b.n.) , in un box nero e completamente al buio , quindi per visualizzare le opere ci si doveva improvvisare con fonti luminose , quali telefonini , pile , ecc. Nel nostro percorso di visita alle varie mostre nel centro della cittadina di Arles , si può ben capire perché Van Gogh abbia scelto di soggiornare in questi luoghi per così parecchio tempo , per questa particolare luce per la storicità di questa bellissima città (di fondazione romana) , che in questi ultimi quarantanni ha concentrato un così splendido festival e una così alta presenza di artisti e di fotografi .

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