Centrali elettriche a biomassa negli allevamenti bufalini

Loading...

Sign in or sign up now!
Alert icon
Upgrade to the latest Flash Player for improved playback performance. Upgrade now or more info.
598 views
Loading...
Alert icon
Sign in or sign up now!
Alert icon

Uploaded by on Nov 11, 2011

Tra gli impianti che sono stati ideati per risolvere l'emergenza rifiuti vi sono quelli a biomassa, uno dei quali lo si vuole far partire a Pignataro Maggiore, anche se la popolazione e l'amministrazione si stanno opponendo con tutte le armi a disposizione (ricorsi al Tar, manifestazioni) con la nascita anche del "Comitato Popolare contro la centrale a biomasse" la cui sede, per chi volesse saperne di più è in Piazza Umberto I a Pignataro appunto. La notizia per noi vitulatini sorprendente è che anche nel nostro Comune si è dato parere favorevole alla costruzione di un impianto a biogas nella zona agricola di località Pontoni. L'imprenditore che ha fatto richiesta per tale impianto è un certo Paolo Diana da San Cipriano d'Aversa, imprenditore bufalino. Risulta inoltre che la centrale sarà alimentata da olio di palma. Gli impianti a biomasse sono così chiamati perché per produrre energia brucerebbero sostanza organica vegetale e animale (legna, letame ecc.) non contribuendo all'emissione di ulteriore anidride carbonica nell'aria, perché gli impianti accelerano solo il processo naturale di decomposizione del materiale che si brucia all'interno dell'impianto stesso. Questo almeno sulla carta. E in verità forse è anche quello che accade in Svezia o in Norvegia. Ma qui siamo in Campania e le cose non funzionano esattamente così, molto spesso, infatti, si è verificato che in queste centrali per energia "rinnovabile" in realtà si bruciano rifiuti tossici di ogni tipo. A questo problema si deve aggiungere il fatto che a parere degli esperti la biomassa presente in Campania è stata sovrastimata artatamente per poter far nascere tutti questi impianti. È questo il caso di Pignataro dove per gli 11Mw di energia che l'impianto dichiara di voler produrre ci vorrebbe una quantità enorme di legna.L'oncologo Marfella dichiara che alcuni personaggi condannati per altre questioni hanno dichiarato e certificato che la biomassa esistente in Campania sarebbe paragonabile all'intera Baviera o la metà della Foresta Nera tedesca. Dunque gli impianti previsti sono sovradimensionati rispetto alle reali possibilità produttive. Già altri impianti simili infatti, com'è il caso di Acerra, sono stati attenzionati dalle forze dell'ordine perché si bruciavano olii tossici. Il rischio concreto infatti è che in queste centrali venga bruciata tal quale l'immondizia. Ma se anche ciò non avvenisse, per quanto riguarda Pignataro per gli Per Vitulazio invece, che si basa sull'olio di palma, le organizzazioni ambientaliste protestano per il fatto che questo materiale viene dalle zone equatoriali dove vengono disboscati interi ettari di foresta. La domanda dunque è questa: vale la pena produrre energia con la deforestazione di intere aree del pianeta? Se le energie rinnovabili non dovrebbero procurare danni all'ambiente siamo davvero di fronte a energia rinnovabile? Oltre a quelli di Pignataro Maggiore e Vitulazio la Provincia di Caserta, con il «decreto dirigenziale n. 19 del 6 Settembre scorso» ha autorizzato la costruzione di un altro impianto a biomassa «per la produzione di energia elettrica e relative opere connesse della potenza di Kw 600,00. L'impianto è situato ai confini tra il Comune di Capua e Vitulazio, presso l'azienda agricola S. Michele SS., con sede legale in via Carluccia n. 5, nel Comune di Capua,. L'azienda dalla visura catastale risulta intestata a Schiavone Michele nato del 1962 e Schiavone Antonio nato a Casal di Principe nel 1932. Più in là vi daremo anche qualche notizia in più su questi due personaggi, tra l'altro imparentati con l'imprenditore che vorrebbe costruire la centrale vitulatina. La cosa curiosa di questo impianto è che nasce proprio di fronte al deposito di ecoballe che è a Capua, a confermare i sospetti delle persone che ritengono questi impianti come semplici escamotage per bruciare l'immondizia prodotta ed imballata in attesa che l'emergenza rifiuti passasse. Il deposito che tra l'altro varie volte è stato oggetto di incendi, l'ultimo di un mese fa. Ricordiamo che gli incendi incontrollati di rifiuti sono dannosi alla salute della gente per la rilevante quantità di diossina che si sprigiona nell'aria e che colpisce non solo le persone ma anche le numerose aziende agricole, zootecniche (bufale ecc.) imprese casearie (formaggi). Tra l'altro lo stesso deposito è stato al centro di alcune inchieste antimafia perché gli investigatori ipotizzavano che i proprietari di questo e di altri depositi di ecoballe fossero in mano al clan dei casalesi, con una doppia beffa per i cittadini i quali pagano la più alta Tarsu d'Italia per l'emergenza rifiuti, mentre i clan hanno guadagnato a monte (lo sversamento illecito) e a valle (impianti cdr, depositi eco balle, ecc.) del problema rifiuti.

  • likes, 0 dislikes

Link to this comment:

Share to:
see all

All Comments (0)

Sign In or Sign Up now to post a comment!
Loading...

Alert icon
0 / 00Unsaved Playlist Return to active list
    1. Your queue is empty. Add videos to your queue using this button:
      or sign in to load a different list.
    Loading...Loading...Saving...
    • Clear all videos from this list
    • Learn more