Adesso che ci sono le prove dell'esistenza della prima nave dei veleni mai scoperta, al largo delle coste del tirreno cosentino, si tirano fuori i vecchi verbali e si riscopre che il pentito Francesco Fonti aveva parlato di rifiuti radioattivi provenienti dalla Norvegia, fatti sparire nel mare calabrese dai picciotti di San Luca e dagli uomini delle cosche del clan Muto, per duecento milioni di lire. Le navi dovevano essere tre. Una sarebbe questa, a 500 metri di profondità. Le altre due si troverebbero ad una profondità molto maggiore, fino a 5000 metri, davanti a Maratea e nello ionio, di fronte a Metaponto. Adesso non è più tempo di parlare, dice il Presidente della Regione, Agazio Loiero, nella riunione della giunta regionale. E se il ministero dellambiente sta organizzando una task force per far luce sulla vicenda, anche la Calabria ne deve far parte. La presenza di scorie radioattive è presunta, ma basta questo per accrescere la paura della gente del posto e di quei turisti che qui hanno negli ultimi hanni trascorso vacanze. Quei fusti, che sono sommersi nella sabbia, certo però non lasciano dormire tranquilli.
@morfeus803 vero cazzo. germi, virus, batteri, radiazioni, arrivati all'italia fanno il giro largo. :D
gridus81 7 months ago
figurati, per il governo è sempre tutto a posto, qualsiasi cosa succede
intanto in calabria sempre più gente muore di tumore..
morfeus803 1 year ago
e come fanno a sapere che non c'è pericolo se le navi sono state affondate con chili di tritolo e se nessuno è mai andato a vedere cosa c'è dentro 'ste navi?come fanno a sapere che i fusti sono totalmente integri? chiaro che la regione non potrebbe dire che c'è pericolo, perchè se no non andrebbe più nessun turista...
me212303 2 years ago