Partendo dalla versione teatrale, realizzata dallo stesso autore nel 1979, Luca Ronconi mette in scena uno spettacolo nel quale «il futuro prospettato da Bradbury è "già successo". Per questo ho scelto di immaginare un futuro che abbiamo già alle spalle, accettando di vedere il nostro presente come fosse già il nostro passato. Fahrenheit 451 è una metafora, una sollecitazione, o ancora un monito alla "necessità della memoria"».
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