http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/02/04/non-fatela-mangiare/90124/
Il sindaco leghista ordina
"Non fatela mangiare" di Luca Telese dal Il Fatto Quotidiano del 4 febbraio 2011
Nella Scuola dell'Infanzia di Fossalta di Piave in Veneto per aiutare una piccola di origine africana le maestre si privano di un pasto alla settimana, ma il primo cittadino dice no
In fondo la storia è molto semplice: una bambina di quattro anni lasciata senza pasto, nella mensa del suo asilo, e rimandata a casa per volontà di un sindaco. In fondo questa è una nuova, piccola, storia feroce, una storia di uomini coraggiosi che si mettono a fare la guerra ai bambini. Ed è una di quelle facili guerre con cui alcuni amministratori della Lega provano a stravolgere la faccia bella del nord e a macchiare la generosità dei veneti con il pretesto della buona amministrazione. Sarebbe forse una "Nuova Adro" -- questa storia -- se a Fossalta di Piave la solidarietà dei genitori (che sono andati a protestare in istituto), delle insegnanti e dei collaboratori scolastici non si fosse opposta alle decisioni del sindaco e della direttrice scolastica. E sarebbe una storia sicuramente incredibile se a raccontarla a "Il Fatto" non fossero le testimonianze dei genitori, le carte bollate e persino le parole dei diretti interessati.
Ecco che cosa è successo......
Ma qui finisce il lato bello della storia e inizia la commedia surreale e grottesca. Il sindaco leghista Massimo Sensini (che è stato informato dai servizi sociali e dalla direttrice) viene a sapere della soluzione che è stata trovata e va su tutte le furie. Convoca la direttrice del comprensorio, Simonetta Murri e le spiega che "è responsabile di una gravissima irregolarità". Prende carta e penna e scrive di suo pugno una lettera in cui si leggono frasi come questa: "Si sottolinea che il personale (della scuola, ndr.) non può cedere il proprio pasto senza incorrere in un danno erariale per il comune di Fossalta di Piave". Insomma, per l'amministratore Sensini, le maestre che si privano del pasto per far mangiare una bambina di quattro anni, sono paragonabili a dei ladri che sottraggono al Comune beni di pubblica utilità. La direttrice sottoscrive la decisione, e a sua volta stila un ordine di servizio il cui senso è: "Se questo atteggiamento si ripeterà le responsabili saranno denunciate al provveditorato". Con questa procedura le maestre rischiano provvedimenti disciplinari e la sospensione dall'insegnamento. E infatti non vogliono parlare. Maria viene informata che deve presentarsi a prendere Speranza alle 12.00 e non più alle 16.00. La bimba è costretta a saltare il tempo pieno e a separarsi dai suoi compagni di scuola.
Ma l'interessata spiega a "Il Fatto": "Purtroppo condivido il richiamo che ci ha fatto il sindaco". Le domandi come giudichi la sua lettera e lei ti risponde: "L'ho trovata ironica. E utile". Ma in che senso? La Murri fa un esempio: "Se lei ha una casa del comune non la può subaffittare a dei terzi, capisce? E' un reato. Se lei ha diritto ad un pasto della mensa non lo può dare a chi passa". Provi a suggerire alla direttrice che la bambina non è una persona "che passa". La Murri non accetta l'idea: "Ma vede, questo è un principio: quella soluzione era grave e dannosa. Se tutti volessero il pasto gratis noi cosa potremmo fare?". Le chiedi se abbia ricevuto altre richieste: "Per ora no. Ma non potrebbero arrivare in tanti, siamo in tempi di crisi". Provi a domandare se pensa che il fatto che la bimba sia extracomunitaria abbia prodotto la decisione dell'amministratore: "Penso proprio di no. Anzi, questa vicenda è la migliore garanzia della buona fede del sindaco: la bimba viene trattata come verrebbe trattato qualsiasi italiano". Resti ancora incredulo, e cerchi il sindaco Sensini, classe 1951. Lo cerchi quattro volte, in comune, ti dicono che arriva alle 17.00. Ma lui non risponde e non richiama. Peccato. In fondo, questa è una storia semplice, una piccola storia di ordinaria ferocia. Ma la parola fine -- per fortuna -- non è stata ancora scritta.
Non ha detto "Non fatela mangiare"!!!!! Ha detto alle maestre di non privarsi del loro buono pasto, punto!!!!
TemysLIFE 1 year ago
@TemysLIFE 1) perché il sindaco può/deve ordinare a delle maestre di NON privarsi del loro buono pasto? io, col mio buono pasto, mi ci potrei anche pulire il c., se mi trovo in bagno senza la carta igienica...a maggior ragione "spenderlo" a favore di una bocca da sfamare diversa dalla loro;
2) Non fatela mangiare! è il titolo dell'articolo scritto da Telese sul Fq; come ogni titolo è sintetico, il fatto è raccontato nel testo.
Ettoremar 1 year ago
@Ettoremar Fatto sta che il comune stava GIA' pagando i buoni pasto per la bambina, quindi, se le maestre avessero continuato a dare il loro buono pasto alla bambina, quest'ultima non avrebbe avuto uno, ma ben due pasti... Ok?
TemysLIFE 1 year ago
@TemysLIFE Il Comune stava GIA' pagando i buoni pasto alla bambina, la quale stava a tavola con gli altri senza mangiare???
Delle due l'una: Luca Telese ha inventato tutto,e le maestre hanno messo su questa messinscena per farsi pubblicità, oppure Luca telese ha detto la verità e la bambina saltava il pranzo perché i genitori non potevano pagargli la mensa...Io abito a Fano, non posso sapere come stanno veramente le cose, ma faccio fatica a pensare che Telese abbia inventato tutto.
Ettoremar 1 year ago