Richter si orienta con Rhythmus 21, forse sotto l'influenza della rivista "De Stijl", verso una trattazione di tipo squisitamente "architettonico" della forma bidimensionale in movimento nella profondità illusoria dello schermo, caratteristiche confermate da Rhythmus 23, che presenta una struttura più articolata e complessa, ma anche meno nitida.
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