Il documentario prende spunto dalla Giornata della Memoria del 27 gennaio 2011 all'Università della Calabria, di cui Paolo Coen è uno degli organizzatori, e dal convegno "La parola Ebreo", strettamente collegato. Oltre all'autore, compaiono nel documentario alcuni relatori del convegno, Carlo Fanelli, che vi svolge un ruolo centrale, e poi Antonio Cataldi, Giorgio Giannini, Leonardo Passarelli, Grazia Maria Fachechi, Alexia Giustini, Pio Colonnello e Silvio Vigliaturo. Facile inoltre riconoscere alcuni testimoni della Shoah, ossia Giulia Spizzichino e Giulia Mafai.
La Giornata del 2011 ed alcuni eventi collegati - come il seminario "De André el'Altro, l'Altro e De André", dove ha agito la band studentesca "Lello e i suoi" - sono il piano di fondo su cui si intrecciano altri racconti, altre esperienze, altri piccoli viaggi, spunti per riflettere sul tema della Shoah o anche soltanto evocarlo. Si spiega dunque l'intreccio con la visita alla Sinagoga di Stommeln, vicino Colonia, in Germania, con cui il filmato ha inizio; o con alcune installazioni di Dan Flavin in villa Litta - o Menafoglio Litta Panza - a Varese; o, ancora, con i fermo immagine de "I sommersi e i salvati" di Richard Serra nel Museo di Kolumba, a Colonia, o di un'Università della Calabria - progetto di Vittorio Gregotti - avvolta nella nebbia invernale.
davvero molto interessante...e bello naturalmente...complimenti
cicciostopp 1 month ago