Processo Dell'Utri: favori e mediazioni per Cosa Nostra

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Uploaded by on Oct 10, 2009

E' proseguita anche oggi davanti alla seconda sezione penale della Corte dAppello di Palermo la requisitoria del Procuratore Generale, Nino Gatto, nel processo di secondo grado a carico del senatore PDL Marcello DellUtri.
Nel corso della scorsa udienza il PG si era soffermato sul ruolo svolto dal mafioso Vittorio Mangano presso la residenza di Silvio Berlusconi. Mangano è stato descritto come il simbolo della protezione accordata da Cosa Nostra a Berlusconi.
Grazie allintermediazione dellimputato Marcello DellUtri, infatti, Berlusconi conobbe secondo la testimonianza del pentito Galliano rimanendone affascinato, il capo mafia Stefano Bontate. Così, stringendo una mano dopo laltra, quel giovane imprenditore, che poi sarebbe diventato luomo più potente dItalia, poté dormire sonni tranquilli.
Oggi il Procuratore Generale si è soffermato sullanalisi delle eccezioni della difesa sullattendibilità di alcuni collaboratori che hanno permesso nel processo di primo grado di dimostrare, al di là di ogni ragionevole dubbio, il ruolo di cerniera svolto da Marcello DellUtri tra cosa nostra e Silvio Berlusconi. Da qui la condanna in primo grado a 9 anni e sei mesi di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa.
Gli avvocati della difesa hanno messo in discussione lattendibilità delle testimonianze alcuni collaboratori. In particolare contro Francesco Di Carlo il collegio difensivo, composto dagli avvocati Di Peri, Federico, Mormino e Sammarco, produceva una sentenza della Cassazione che secondo il loro parere sancendo la mancanza di pentimento del Di Carlo per i reati commessi ne avrebbe compromesso la credibilità in ordine alle dichiarazioni rese alla Corte. Ma il PG Nino Gatto, leggendo la stessa sentenza avrebbe riscontrato che laffermazione secondo la quale Di Carlo non avrebbe mostrato segni di pentimento in realtà era diversa: la Cassazione non era in grado di rilevare, né poteva farlo, se Di Carlo fosse o meno pentito per i reati commessi.
La discussione si è poi spostata su ulteriori episodi che dimostrerebbero lampio ventaglio di amicizie mafiose di DellUtri e di come chi lo conoscesse utilizzasse i suoi buoni uffici per ottenere favori o posti di lavoro.
E il caso, ad esempio, del provino al Milan ottenuto per lallora giovanissimo, ma già promettente, calciatore Gaetano DAgostino oggi in forza allUdinese e con qualche presenza in Nazionale.
Tra il 1992 ed il 1994 il padre Giuseppe DAgostino, che allepoca faceva lallenatore dilettante, si rivolge a tale Carmelo Barone che gli parla della possibilità di un provino al Milan per il giovane figlioletto.
Provino che avvenne senza il concretizzarsi dellingaggio a causa delletà del piccolo Gaetano e del regolamento federale che imponeva ai familiari il trasferimento a Milano della famiglia. Una condizione che non rientrava nelle possibilità economiche dei DAgostino ma che DellUtri avrebbe potuto favorire offrendo un posto di lavoro.
Ma Carmelo Barone, del quale DellUtri nega la conoscenza nonostante il suo nome comparisse nelle sue agende, avrebbe perso la vita poco tempo dopo ridimensionando le aspirazioni di Giuseppe DAgostino.
Tempo dopo però questi favorì la latitanza dei Fratelli Graviano. Saranno loro ad intercedere nuovamente presso Marcello DellUtri facendo ottenere, nel 1994, un nuovo provino al giovane Gaetano.
La ricostruzione dei fatti del Procuratore Generale è stata contestata da Marcello DellUtri con una nota nella quale afferma di non conoscere i fratelli Graviano.
Ma secondo il PG ed i Giudici di primo grado la morte di Carmelo Barone lascia al DAgostino, come unico canale verso la dirigenza del Milano, quindi di DellUtri, quello dei fratelli Graviano.
Marcello DellUtri segnalò il calciatore e la circostanza è stata già confermata dal teste Francesco Zagatti allepoca capo degli osservatori del Milan.
La requisitoria è poi proseguita con la ricostruzione degli attentati incendiari subiti dai magazzini Standa di Catania. Una vicenda che comproverà ulteriormente la commissione, da parte dellimputato DellUtri, di unennesima condotta di mediazione tra gli interessi di cosa nostra e quelli del gruppo imprenditoriale nel quale egli era (e continua ad essere) inserito.
Prossima udienza, forse lultima dedicata alla requisitoria, venerdì16 ottobre.

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Top Comments

  • "psiconano" è il diminutivo ;-)

    il nome per esteso è :

    psico-pedo-porno-piduista nano :-)

  • Onore a Voi IDV!!! Grazie di Esistere!!!

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All Comments (25)

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  • quindi all'americana direi 4p-nano!!!

  • no, quella non è la cupola.

    E' il legame.

    La P2 non era altro che una fusione(o un tentativo di essa; o un legame) tra poteri forti e criminalità organizzata.

  • ARRESTATELO!

  • ...su mp perchè i links nn vengono accettati nei commenti!

  • Ok adesso ti passo il link!

  • A te deve interessare che quando scrivi una cosa deve essere CERTA AVVENUTA e DOCUMENTATA citando le fonti! Questo spargere insinuazioni è una tattica vecchia, tipica della gang del sommo di Arcore. Questo tuo modo di fare, che come si evince dalla tua risposta continui ancora a perseguirre è SPAZZATURA, è ROBA MARCIA che fa solo VOMITARE e che non porta a nulla. In questo bisogna riconoscere che Di Pietro ha attributi che tanti altri politici si sognano! Il guaio dell'Italia è lo psiconano!

  • .....al max spargo false notizie. La conferma della notizia è stata chiesta anche sul blog di di pietro, che ovviamente è rimasta domanda e punto. A me nn interessa se è stato denunciato da persone oneste o disoneste ma se ha usato l'immunità parlamentare! Del resto anche giulietto chiesa e achille occhetto sono rimasti fregati da di pietro che lo hanno denunciato e vinta la causa in cui si erano visti sottratti il finanziamento pubblico alla lista in comune che avevano fatto....

  • Guarda che Di Pietro, fu denunziato non appena fu nominato MInistro dei Lavori Pubblici nel 1° governo Prodi, si dimise e ne uscì pulito dall'inchiesta e dai processi. Chi è che lo denunziò? Soggetti vicino al sommo di Arcore. Chi diffama sei tu, che spargi false verità...

  • il braccio destro destro di Berlusconi nonchè ideatore di Fi e referente mafioso al nord, con l'aiuto di Vittorio Mangano, deve essere condannato! Oltre a reati penali gravissimi ci sono questioni morali insormontabili... Un senatore non può avere amicizie mafiose e contatti frequenti con mafiosi!

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