"Unbalance2" (Part 2/2)
Copyright2009 Michela Minguzzi & Guini Productions miaxxx©
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E una metamorfosi lenta, inesorabile quella che trasporta il corpo in questo spazio vergine ed effimero. Il brivido del bilico si annida insidioso nelle pieghe di un alito di vento, di una vertigine improvvisa nellassoluta precarietà di un equilibrio vulnerabile al tutto. Non siamo mai stati qui, questo non è il nostro peso, non conosciamo queste correnti che ci destabilizzano. La sospensione, il galleggiamento in unaria indifferente e casualmente avversa sono lunica certezza in questa dimensione urbana. Tutto è capovolgibile in un istante spietato, è sangue alla testa, inversione, vortice, spinta e pressione. Tutta la realtà insidia il corpo che non si arrende nella sua delicata ed estenuante ricerca autoconservativa, e lotta, impara ad atterrare su cuscini daria che cullano i nervi in tensione. Il movimento naufraga tra spire e diagonali, e mantenere lequilibrio diviene pericoloso come uno sport estremo, ma al contempo è necessità struggente, che non lascia scelta davanti al pericolo. Una vorace bulimia di spazio guida il corpo sospeso e appeso sulla soglia che diviene cassa di risonanza e riverbero dei suoni circostanti.
E una metamorfosi lenta, inesorabile quella che trasporta il corpo in questo spazio vergine ed effimero. Il brivido del bilico si annida insidioso nelle pieghe di un alito di vento, di una vertigine improvvisa nellassoluta precarietà di un equilibrio vulnerabile al tutto. Non siamo mai stati qui, questo non è il nostro peso, non conosciamo queste correnti che ci destabilizzano. La sospensione, il galleggiamento in unaria indifferente e casualmente avversa sono lunica certezza in questa dimensione urbana. Tutto è capovolgibile in un istante spietato, è sangue alla testa, inversione, vortice, spinta e pressione. Tutta la realtà insidia il corpo che non si arrende nella sua delicata ed estenuante ricerca autoconservativa, e lotta, impara ad atterrare su cuscini daria che cullano i nervi in tensione. Il movimento naufraga tra spire e diagonali, e mantenere lequilibrio diviene pericoloso come uno sport estremo, ma al contempo è necessità struggente, che non lascia scelta davanti al pericolo. Una vorace bulimia di spazio guida il corpo sospeso e appeso sulla soglia che diviene cassa di risonanza e riverbero dei suoni circostanti.
In quale direzione dobbiamo guardare? Possiamo trovare un porto sicuro? Il piede è in continua ricerca di allineamento, calpesta un tappeto sonoro fatto di fruscii, perché anche dal suolo escono correnti daria, ma il loro brusio si sente appena, coperto comè dal roboare delle macchine. Lo sbilanciamento diviene quindi indagine sullo "stato" di un corpo che subisce una destabilizzazione gravitazionale ed emotiva, e cede, vira le sue traiettorie, come se la forza di gravità o le emozioni lo richiamassero improvvisamente
Very good~~~~~
slmwv34 2 years ago 3