Corriere Della Sera
WASHINGTON (USA) Come psichiatra dell'Us Army il maggiore Nidal Malik Hassan ha visto troppe volte gli effetti della guerra sui soldati. Non solo le ferite, le mutilazioni. Ma anche il malessere interiore. Lo stress mentale. Lidea che dietro ogni angolo ci possa essere una trappola esplosiva o un nemico. E quando gli hanno detto che sarebbe dovuto andare al fronte, in Iraq o forse, come emerge da nuove informazioni, in Afghanistan, è crollato. Questo è quello che raccontano i parenti del medico responsabile della strage di Fort Hood. «Era angosciato, irascibile, solitario», aggiungono sostenendo che limminente partenza sarebbe stata il movente della strage. Inoltre, sempre secondo la loro versione, il maggiore-medico avrebbe subito discriminazioni da parte dei suoi colleghi in divisa. Infatti, voleva lasciare lUs Army e a questo fine si era affidato ad un avvocato. Dunque i familiari, in risposta a chi ipotizza una matrice diversa, presentano il gesto di Hassan come una reazione personale, legata al carattere e al momento difficile.
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