Dopo tre settimane di lavori, si è chiusa domenica scorsa la seconda Assemblea sinodale per l'Africa. Come spiega mons. Eterović, segretario generale del Sinodo dei Vescovi, i circa 240 presuli giunti a Roma hanno voluto riflettere, insieme al Papa, sul presente e il futuro della Chiesa e della società in Africa. Il Sinodo è stato un pò una verifica del processo di evangelizzazione nel continente africano e soppratutto dopo la prima Assemblea speciale per l'Africa del Sinodo dei Vescovi che ha avuto luogo quindici anni fa. Però al contempo è stato un'occazione per rilanciare questo processo di evangelizzazione adattandolo alle condizioni attuali di un mondo globalizzato in cui l'Africa trova anche un suo posto.Africa, alzati e cammina!, è il grido lanciato dai padri sinodali nel loro messaggio finale; un appello affinché il continente riscopra le sue ricchezze e i suoi valori. Un messaggio che insiste allo stesso tempo sul tema della riconciliazione, al centro dei lavori sindali. I vescovi hanno sottolineato molto la Chiesa come famiglia di Dio che pellegrina in Africa (...) che una volta riconciliata tra tutti i suoi membri diventa lievito della riconciliazzione in Africa dove purtroppo ci sono anche situazioni di ingiustizia, di violenza e persino di guerra. Dunque da un cuore riconciliato sale una forza spirituale di giustizia, rispetto della volonta di Dio, della legge di Dio, e anche condizione per la costruzione della pace che speriamo raggiungerà tutti i confini dell'Africa anzi del mondo intero, soprattutto adesso in quei paesi dove ancora perdura la violenza e la guerra.Al termine dei dibattiti, i padri sinodali hanno votato 57 proposizioni in seguito consegnate al Papa affinché tragga spunto da esse per un documento sulla Chiesa in Africa al servizio della riconciliazione, della giustizia e della pace.
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