L'Araldo legge la disfida di Buratto alla città di Arezzo.
Il testo:
Non più d'usati onori auri e cortesi
spingono o Castro il piede a' tuo' contorni.
Sol quest'usbergo e li lucenti arnesi
premon le membra a vendicar gli scorni.
Li magnanimi spirti a torto offesi
lungi dal trionfar odiano i giorni.
Con questo del flagel più grave e tondo
giuro atterrir, giuro atterrare il mondo!
Oggi provar t'è forza, empio e arrogante,
che merte sol verso i tartari chiostri
un falso traditor volga le piante
e del suo sangue il suo terreno i nostri.
Ogni patto aborrisco e da qui avante
vesto le spoglie dei più orrendi mostri!
Troppo infiamma il mio cor giusta vendetta
onde sol morte e gran ruine aspetta.
Oggi vedrai se al nuovo campo ascendi,
se al tuo folle vantar sian l'opre uguali.
Prendi pur l'asta e fra tue stragi apprendi
l'armi di un falso ardir quanto sian frali.
Manda chi più t'aggrada e solo attendi
da troppo irata man piaghe mortali.
Non più parole omai. Vo' vendicarmi.
Al campo! Alla battaglia! A l'armi! A l'armi!
(composizione poetica in tre ottave risalente al XVII secolo)
Per caso... puoi pubblicare anche l'esibizione degli Sbandieratori??
cioppe99 1 year ago
@cioppe99 purtroppo ho registrato solo la parte finale...ma posso mettere quel poco che ho
Dario85Dario85Dario 1 year ago