Carmela Remigio - "Don Ottavio son morta!... Or sai chi l'onore" - W. A. Mozart.

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Uploaded by on Nov 23, 2010

Carmela Remigio - Donna Anna
Uwe Heilmann - Don Ottavio

Chamber Orchestra of Europe. Direttore - Claudio Abbado.

Teatro Comunale, Ferrara 1997.

Don Giovanni, ossia Il dissoluto punito. Dramma Giocoso in due atti K. 527. Libretto di Lorenzo Da Ponte.

Atto I - Scena XIII
Recitativo accompagnato: "Don Ottavio, son morta!" - Donna Anna, Don Ottavio.
Aria: "Or sai chi l'onore" - Donna Anna.

DONNA ANNA:
Don Ottavio... son morta!

DON OTTAVIO:
Cosa è stato?

DONNA ANNA:
Per pietà, soccorretemi!

DON OTTAVIO:
Mio bene,
fate coraggio!

DONNA ANNA:
Oh, dèi! Quegli è il carnefice
del padre mio...

DON OTTAVIO:
Che dite!

DONNA ANNA:
Non dubitate più: gli ultimi accenti
che l'empio proferì tutta la voce
richiamar nel cor mio di quell'indegno
che nel mio appartamento...

DON OTTAVIO:
Oh, ciel! Possibile
che sotto il sacro manto d'amicizia...
ma come fu, narratemi,
lo strano avvenimento.

DONNA ANNA:
Era già alquanto
avanzata la notte,
quando nelle mie stanze, ove soletta
mi trovai per sventura, entrar io vidi
in un mantello avvolto
un uom che al primo istante
avea preso per voi:
ma riconobbi poi
che un inganno era il mio...

DON OTTAVIO:
(con affanno)
Stelle!... Seguite.

DONNA ANNA:
Tacito a me s'appressa,
e mi vuole abbracciar; sciogliermi cerco,
ei più mi stringe; io grido.
Non viene alcun. Con una mano cerca
d'impedire la voce,
e coll'altra m'afferra
stretta così, che già mi credo vinta.

DON OTTAVIO:
Perfido!... E alfin?...

DONNA ANNA:
Alfin il duol, l'orrore
dell'infame attentato
accrebbe sì la lena mia, che, a forza
di svincolarmi, torcermi e piegarmi,
da lui mi sciolsi.

DON OTTAVIO:
Ohimè! respiro.

DONNA ANNA:
Allora
rinforzo io stridi miei.
Chiamo soccorso:
fugge il fellon. Arditamente il seguo
fin nella strada per fermarlo, e sono
assalitrice d'assalita! Il padre
v'accorre, vuol conoscerlo; e l'indegno,
che del povero vecchio era più forte,
compie il misfatto suo col dargli morte.

Or sai chi l'onore
rapire a me volse,
chi fu il traditore,
che il padre mi tolse.
Vendetta ti chieggio;
la chiede il tuo cor.
Rammenta la piaga
del misero seno,
rimira di sangue
coperto il terreno,
se l'ira in te langue
d'un giusto furor.


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