"Trasformare il veleno in medicina"

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Uploaded by on Jul 18, 2010

La nostra felicità non dipende da qualcun' altro.
Quel particolare tipo di felicità DURATURA ,che può essere il fondamento della nostra vita, non è dipendente da cause esterne, può scaturire solo dall'INTERNO.
E' questo cambiamento interiore , nell'INTERPRETAZIONE della realtà , che da solo determina il successo o la sconfitta nella ricerca di una vita felice..
Se siamo deboli i problemi ci sovrastano e diventano insormontabili, un vero e proprio Monte Everest da scalare.
Se siamo forti , rimpiccioliscono e diventano solo una PROVA che possiamo SFIDARCI a superare.
Inoltre, questa nuova percezione della realtà , trasforma l'intera natura dell'equazione. La sfida non sta più nell'affrontare il problema , ma nel diventare PIU' FORTI, nel costruire una FORZA INTERIORE tale, da non farsi abbattere dall'insorgere delle difficoltà. Questo cambiamento , rappresenta il nocciolo di tutta la faccenda e una delle promesse solenni della pratica del Buddismo di Nichiren è quella di accrescere costantemente la nostra SICUREZZA INTERIORE e la nostra AUTOSTIMA.
Il paradosso straordinario che sta al centro di questa pratica è che non basta vedere PROBLEMI e DIFFICOLTA' come fattori inevitabili della vita. Dobbiamo IMPARARE a considerarli FONDAMENTALI per la nostra CRESCITA e la nostra FELICITA'...(stimolo per un'ulteriore crescita)...L'idea essenziale del buddismo quindi è , che i problemi e le difficoltà siano uno STRUMENTO , un'OPPORTUNITA', per la nostra crescita SPIRITUALE. Se ci pensate un attimo , sono l'unica "palestra spirituale" in città , la prova indispensabile senza la quale non possiamo sviluppare il "muscolo dello spirito", che serve a condurre una vita ricca e felice.E' un dato di fatto, e tutti ne abbiamo sperimentato il funzionamento. Quando superiamo un problema , proviamo un grande senso di soddisfazione personale più grande è il problema risolto , maggiore è l'ebbrezza provata. Per un pò ci sentiamo forti e gratificati, abbiamo maggiore fiducia nella nostra capacità di affrontare le difficoltà, non solo in quelle particolari situazioni, ma in ogni circostanza della vita e delle nostre attività.Questo è un punto chiave. Da quella maggiore sicurezza deriva un maggiore senso di benessere. In fondo il buddismo chiede solo di avere sempre ben presente quest'idea e di esserne ben consapevoli, rafforzandola con l'ENERGIA e la SICUREZZA INTERIORE che DERIVANO dalla PRATICA QUOTIDIANA.
Questo è l'atteggiamento diverso a cui tendiamo : i problemi rimangono gli stessi, ma la nostra CONVINZIONE di poterli SUPERARE è PROFONDAMENTE CAMBIATA, e se siamo certi di poterli superare , questi nostri problemi CAMBIANO ASPETTO, e non appaiono più così preoccupanti o intimidatori.
Per questo li chiamiamo : SFIDE !
E' anche questo un cambiamento estremamente significativo , in quanto i problemi sono comunemente considerati NEGATIVI e DEPRIMENTI . Mentre le SFIDE sono STIMOLANTI ed EDIFICANTI.
E' importante sottolineare che non stiamo parlando di STOICISMO, non stiamo dicendo di sopportare le difficoltà, o di sviluppare spalle larghe per potere sostenere grossi pesi. Stiamo parlando di TRASFORMARE le difficoltà , in una fonte di BENESSERE per noi e gli altri. Un insegnamento che all'inizio può sembrare "strano" , per non dire "astruso" , si rivela dunque immensamente LIBERATORIO.
Il buddismo ci insegna che paradossalmente, se crediamo che la nostra FELICITA' dipenda dall'assenza di problemi e difficoltà , stiamo mettendo in atto una strategia destinata a fallire, perchè NON ESISTE una simile condizione!
Se invece tendiamo ad un PROFONDO e DURATURO BENESSERE da mettere al centro della nostra vita, possiamo trovarlo solo in mezzo ai PROBLEMI che la vita ci pone DAVANTI, AUMENTANDO IL CORAGGIO e la SAGGEZZA per sfidarli e superarli !

(tratto dal libro : "Il buddista riluttante- Viaggio di un occidentale alla scoperta del buddismo" - ediz.Esperia )

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Musica : Ryuichi Sakamoto - Merry Christmas Mr. Laurence

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All Comments (59)

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  • @Drugo960 I filosofi si domandano il perchè , le religioni il come....(l'ho sentita in qualche parte, mi è piaciuta come affermazione! :D)

  • @Drugo960 Drugo, ti ho mandato l'invito amicizia....possiamo anche continuarli in posta semmai, i nostri discorsi, qui è tutto uno spezzare i commenti....dà un pò sui nervi! :-)) buona serata !

  • rimasta delusa da questo. Ma cosa m'insegna ?...che è ora e tempo che sia io ad andare in profondità di me stessa, e non ad aspettarmi sempre dagli altri, quasi che della mia buddhità io non abbia fiducia....

    Lo studio, la pratica , la fede....sono parti del percorso soprattutto mio personale, che poi grazie agli zadankai, posso mettermi a "confrontare", semmai...non ad attingere chissà che, o vedere come gli altri si comportano o sono.Però il gruppo aiuta,proprio perchè ci si confronta, anche!

  • @Drugo960 Oppure hai avuto manifestazione delle tue stesse tendenze personificate da altri, e non hai retto al colpo ahahhahah! (scherzooo! :D)

    Per esperienza diretta ti posso dire che non è mai semplice trovarsi ad avere a che fare con altri, in un cammino spirituale, ma è la palestra migliore per potersi guardare bene dentro.

    Io ad esempio mi aspettavo dei Maestri...hai presente? Gente che mi insegnasse, perchè molto più preparati di me, più evoluti, più consapevoli....Invece....e sono

  • @Drugo960 sopprimerli no di certo, ma usarli per un obiettivo più alto, non è malaccio, credimi! :)

  • @Drugo960 Esattamente , è sinonimo di chiusura, mentre proprio questa religione insegna l'apertura....quindi è un controsenso, ti pare?! :)

  • In ogni caso, il praticare non è semplice, ha a che fare con noi, e noi non siamo semplici, siamo piuttosto complessi.

  • Praticare è semplicemente questo: più lo faccio con convinzione , più l'universo mi risponde con altrettanta forza...(c'è una frase adatta a spiegartelo, che se la trovo te la scrivo, il senso cmq è quello!)

    Se il mio Daimoku è debole, o poco fiducioso, ricevo senz'altro risposta debole e di poco impatto, dentro di me. Ma questo perchè ? Perchè non ci credo, quindi dico : dammi, fammi, dimmi, aiutami ....e allo stesso tempo: tanto non mi dai, non mi dici, non mi aiuti...O_O (così è abbattutto!)

  • @Drugo960 Ecco, qui già è qualcosa di tuo personale. Non ne hai avuto gioia. Diciamo che quando si inizia, io per lo meno, non è che sai bene cosa stai cercando, ma sicuramente il fatto di percepire maggiore senso di Gioia dentro se stessi, è simbolo , conferma...che "funziona" ! :-) Vero però che occorre anche dare fiducia al fatto che questo avvenga, fintanto che io reciti con pensieri del tipo "ostacolanti", allora sì che il muro me lo trovo davanti che mi rimbalza gli stessi miei pensieri!:)

  • che non avrebbero dovuto avere presa. Invece l'hanno avuta. Hanno vinto le funzioni che attraverso loro si sono fatte largo in te, nei tuoi pensieri, allora, se mi dici che è a causa di tutte queste tendenze altrui, che tu hai avuto l'impressione che non fosse adatto a te, questo percorso.

    Avrei preferito mi dicessi che non era adatto, per via del non averci trovato nessun senso, dentro di te....

    ....non per l'aver guardato gli altri, capisci cosa intendo dire ?....

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