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10 aprile 2008 - Clan Casamonica Di Silvio sei in manette per Usura

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Uploaded by on Apr 12, 2008

Casamonica, una organizzazione legata a Nicoletti Enrico e alla banda della
Magliana e alla mafia palermitana di Pippo Calò,rispetto alla quale è stata riscontrata l'usura.


Sei esponenti della banda Casamonica sono finiti dietro le sbarre e tre sono stati denunciati a piede libero con l'accusa di estorsione, usura, rapina e truffa.
L'operazione «Jackal» è scattata all'alba e ha visto impegnati un centinaio di uomini, tra agenti dell'VIII gruppo della municipale, del Nucleo di polizia tributaria-Gico della finanza e di quello investigativo dei carabinieri di Viterbo.
Le ordinanze di custodia cautelare sono state firmate dal sostituto procuratore della Dda di Roma, Leonardo Frisani, nei confronti di Sabatino Di Guglielmi, di 31 anni (alias Johnny Casamonica), Pietro Corsi, di 46 anni, (alias Piero), Laura Tanzilli, di 24 anni, e Dario Chicca di 40 anni, tutti pluripregiudicati. Tra i denunciati, invece, il capo del clan Consiglio Di Guglielmi (alias Claudio Casamonica che si trova già agli arresti domiciliari), suo figlio Angelo (alias Roberto Casamonica) e Giuseppe Rampa (alias Pino). Le indagini sono partite nel febbraio scorso quando i vigili, comandati da Antonio Di Maggio, hanno ricevuto la denuncia di un imprenditore, vittima degli usurai, che aveva chiesto 30mila euro e nell'arco di pochi mesi si era ritrovato costretto a pagarne 200mila.
Il «gioco» è andato avanti finché la vittima ha trovato il coraggio di fare il nome dei suoi aguzzini, dopo aver scoperto che alcuni di loro erano già coinvolti in un fascicolo aperto dalla Procura della Repubblica di Viterbo.
Dall'inchiesta coordinata dalla Dda di Roma è emerso che i Casamonica avevano più volte minacciato di morte l'imprenditore e i suoi familiari, anche con l'uso di armi: «O finisci di pagare il debito o la tua vita finisce qui». Pedinamenti, armi e taniche di benzina erano i metodi con i quali i malviventi convincevano i malcapitati a pagare, in silenzio. In un'occasione sono arrivati perfino a rubare un'auto a uno dei debitori come «caparra». Quindici sarebbero al momento i commercianti finiti negli ingranaggi di tassi insostenibili e sproporzionati.

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  • non abbiate paura di denunciare!!! Questi balordi meritano solo di stare rinchiusi come le scimmie!!

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