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Semafori: Istanti di vita artificiale in 40 secondi

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Uploaded by on Oct 18, 2009

Semafori: istanti di vita artificiale in 40 secondi
Un corto di Giancarmine Di Matola

Le luci all'alba spazzano via gli ultimi scampoli di tenebre, liberandoci da una animazione sospesa più simile
alla morte che al sonno. L'amaro in bocca con cui ci risvegliamo è il frutto di tutti i sogni che non vedremo mai
realizzarsi. Ci ritroviamo tutti insieme ad alzarci, sbadigliare, pisciare, vestirci, nutrirci, bestemmiare ed uscire.
Atti automatici e frenetici che crediamo riti propiziatori, salvo poi pentircene davanti alle nostre micragnose e sfavillanti auto.
Partiamo tutti insieme. Intasiamo autostrade, statali, strade comunali, vicoli, ogni orifizio artificiale da noi creato viene riempito con le nostri possenti e fragili auto, estensione e prolungamento dei nostri organi sessuali. Le nostre facce silluminano di colori innaturali: ambra, verde smeraldo, blu cobalto, riflettiamo la luce di mille strumentazioni.
Mani e dita si perdono tra i pomelli in finta radica e i pannelli di plastica.
Il traffico ci spinge sempre più vicini, avanziamo in una forzata intimità che a mala pena tolleriamo. Ostentiamo
i nostri veicoli in una specie di parata militaresca, e quando questo non basta più arriviamo al primo semaforo
con la voglia di sbattere addosso a qualcuno, per sfondargli la macchina e intrappolarlo sanguinante nelle lamiere contorte.
E da qualche parte, cè sempre un semaforo ad aspettarci.
Via Emanuele Granturco, angolo con via Galileo Ferraris. Un semaforo sospeso nel vuoto dirige il traffico.
Il rosso mi coglie di sorpresa.
Fermo lauto obbedendo al codice stradale, e nello stesso momento faccio partire un conto alla rovescia carico dinsofferenza.
40 secondi. Dietro di me si ammassano veicoli di ogni tipo, un universo complesso composto da tanti microcosmi. Microcosmi popolati da una persona, tanti quanti sono i passeggeri per ogni auto.
20 secondi. L'universo si consolida e non lascia spazio e nulla che non sia fatto di lamiera e abbia quattro gomme. Siamo competitivi con noi stessi e con gli altri, il metro di misura non sono l'estetica dei nostri corpi
ma le finiture delle lamiere e la qualità della carrozzeria.
10 secondi. Un nord africano passa tra le auto in cerca di un parabrezza da lavare, un elemento estraneo che disturba non poco la nostra suscettibilità. Siamo esseri dalla sensibilità superiore, totalmente indifesi e
indifferenti di fronte alle sofferenze altrui. Qualcuno non riesce a sostenere la tensione emotiva e perciò scappa via, forzando il blocco imposto dal semaforo rosso.
3...2...1...verde. L'universo si sfalda e siamo di nuovo liberi. Dopo lo stop schizziamo via come saette, ma solo fino al prossimo incrocio, quadrivio, diramazione, dove un semaforo rosso ci obbligherà a fermarci e a scontrarci ancora e ancora. Finché le nostre vite artificiali non si spegneranno insieme ai nostri sudici e splendidi sudari di metallo.

Testo e video editing
Giancarmine Di Matola
http://cattiveinclinazioni.blog.dada....

Voce narrante
No Time To Lose
http://notimetolose.myblog.it/

Tastiere e sinth
Giuseppe Vicidomini
http://www.myspace.com/giuseppevicidomini

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