Trailer spettacolo teatrale. Ascoli lavora sull'ultimo periodo creativo del poeta de "Il teatro e il suo doppio", quello che comunemente viene definito il "dopo Rodez", collegandosi in qualche modo con l'ultimo internamente manicomiale vero e proprio, appunto nell'asilo psichiatrico di Rodez. Fu in quegli anni che Artaud scrisse, designò, elaborò pittigramma, recitò senza sosta alla ricerca di un possibile linguaggio e di quello che definì il Nuovo Teatro della Crudeltà. Memorabile (e tragica) la serata al Vieux Colombier, intitolata "Artaud le momo, tête à tête di Antonin Artaud" dove il termine tête à tête sta ad indicare contemporanemante incontro e scontro con il pubblico: in essa il poeta finì ben presto con l'interrompersi, gettare in aria un centinaio di fogli ed andare via urlando: "Avrei voluto dire al pubblico: voi siete di troppo qui, e io sono di troppo davanti a voi a questo posto, come una specie di oratore ibrido; per strada, davanti a una barricata non sarei certo di troppo e d'altronde poco o molto siete tutti colpevoli dell'incrostazione delle istituzioni attuali avendo tutti qualcosa da proteggere, conservare o salvare. (Artaud)". Ascoli parte proprio da questo terribile momento per costruire un "fantastico" viaggio di Artaud-Ascoli nei luoghi ancora abbandonati di San Salvi ex-città manicomio di Firenze, in compagnia di versi, suoni, lettere artaudiane sino a che...
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