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Cominciamo Bene Estate -Rai3- 07/09/2010 - Giovane nigeriano eroe senza "permesso"

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Uploaded by on Sep 10, 2010

Cominciamo Bene Estate - Rai 3 - 07 Settembre 2010
Bloccò un assassino ma resta clandestino Giovane nigeriano eroe senza "permesso".
Un giovane nigeriano fermò uno squilibrato che davanti alla stazione ferroviaria di Palermo uccise a martellate una coppia di anziani coniugi. All'immigrato venne promesso un permesso di soggiorno, ma l'ordine di espulsione nei suoi confronti non è mai stato revocato e per lui sono arrivati i guai giudiziari


Eroe o clandestino? Il destino di John Paul Boi, nigeriano di 19 anni, ospite della missione di Biagio Conte è di nuovo appeso a un filo. L'anno scorso fu acclamato come un eroe per aver permesso, insieme a un connazionale, l'arresto di Fabio Conti Tozzi, folle omicida che aveva colpito a morte con un martello alla stazione centrale, una coppia di anziani.

Qualche settimana fa è toccato a lui essere arrestato a Pistoia dove si trovava in cerca di lavoro, perché clandestino. Era a bordo di un autobus senza biglietto. Così sono partiti i controlli che hanno fatto riemergere il vecchio decreto di espulsione che aveva raggiunto Boi al suo arrivo sulle coste di Lampedusa, nel settembre del 2008. Espulsione mai revocata, nonostante il permesso di soggiorno speciale per "motivi di giustizia" rilasciato dopo il gesto eroico e la sentenza del tribunale di Palermo che lo riconosce a febbraio di quest'anno "persona avente diritto alla protezione sussidiaria".

Dopo l'arresto da parte dei poliziotti toscani, è arrivato il processo per direttissima presso il tribunale di Pistoia. Nel frattempo, la notizia ha raggiunto Palermo e il legale del ragazzo nigeriano ha trasmesso alla questura di Pistoia la sentenza che riconosce al nigeriano la protezione per tre anni. Il tribunale toscano, a questo punto, lo ha assolto. Intanto, però, John Paul Boi ha trascorso una notte in carcere e la sua permanenza in Italia resta in bilico. Di fatto il permesso di soggiorno promesso non è mai stato esecutivo. E sembrano adesso molto lontani i giorni degli encomi e dei ringraziamenti e della benemerenza civica della Provincia di Palermo.

"Sono arrivato dalla Nigeria su un barcone - racconta il ragazzo - Nel mio Paese era impossibile vivere. Continuo a scommettere su questa città, ma non ho avuto nulla, né un lavoro, né una casa, né serenità. Adesso dovrei andare via da qui, non capisco perché, ho lottato per il permesso di soggiorno e mi sentivo protetto dopo i fatti della stazione. Il mio amico Kennedy che era con me alla stazione vive adesso Milano. Io, invece, sono rimasto qui".

Adesso Boi dovrebbe presentarsi alla questura di Palermo per richiedere il permesso di soggiorno, ma teme di essere rispedito in Nigeria. "Il provvedimento di espulsione deve essere revocato - dice l'avvocato Angelo Raneli che lo assiste da tempo - il ragazzo è vittima della burocrazia italiana che si mostra forte con i deboli e che non riesce neppure ad adeguarsi alla sentenza di un tribunale, non concedendogli il permesso di soggiorno a cui ha diritto".

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