Servizio di Silvia Tagliabue.
Corteo teso a Roma, lo scorso 26 novembre, quando gli operai dell'Alcoa, multinazionale americana dell'alluminio, hanno sfilato fino al ministero dello sviluppo economico, dove era previsto un incontro tra le parti. Sul piatto è la sopravvivenza stessa dei due stabilimenti italiani, quello di Fusine, in Veneto, e quello di Portovesme, in Sardegna, uno dei più grandi d'Europa. Al termine dell'incontro si è raggiunto un risultato minimo ma essenziale, che è la revoca da parte dell'azienda della procedura di cassa integrazione.
Ma il vero nodo rimane il prezzo dell'energia necessaria per far andare gli impianti. La multinazionale ha goduto di una tariffa decennale agevolata con l'Enel, che però è scaduta nel 2006. Da allora ha continuato a pagare un prezzo basso facendo ricorso agli aiuti statali, cosa che è stata bocciata e sanzionata dallunione europea per concorrenza sleale. In tutta risposta l'Alcoa ha deciso il fermo della produzione dal 19 novembre per via dei costi di fornitura energetica troppo elevati. Gli operai hanno subito occupato la fabbrica e si sono riuniti in assemblea costringendo direttore e vicedirettore ad assistere alle decisioni che venivano prese e a firmare un impegno a non fermare la produzione almeno per le successive due settimane.
La FlmUniti Cub e gli altri sindacati chiedono al governo la definizione di una tariffa calmierata del costo dell'energia per la produzione di alluminio.
Ma in piazza non c'erano solo gli operai dell'Alcoa: c'era tutto il Sulcis Iglesientes, che sta vedendo smantellare fabbrica dopo fabbrica il tessuto produttivo della regione. C'è chi crede che la desertificazione industriale del territorio sia una scelta deliberata di chi ha interesse a liberare un'area da destinare a uno dei cinque siti nucleari programmati dal governo.
E la rabbia degli operai si fa sentire, il corteo voleva passare davanti all'ambasciata americana, ma è stato bloccato dalla polizia che anche stavolta ha usato i manganelli. Un operaio è stato ferito.
visto? questa è l'economia che "gira"....
MrRonStark 2 years ago
sono stato in queste condizioni per mesi in una cooperativa metalmeccanica che però anzichè lottare dormiva, andando a lavorare tutti i giorni senza scioperare e leccando il culo ai principali...alla fine chi ha leccato è rimasto a fare il "capetto" e chi ha provato a lottare A CASA!!
MrRonStark 2 years ago
non tocchiamo sto tasto dolente che sono in causa perchè qui c'è la mentalità di far lavorare la gente e non pagarla, peggio degli schiavi
solido79 2 years ago
io i soldi!
MrRonStark 2 years ago
voglio il lavoro
solido79 2 years ago
Purtroppo a noi per lavorare serve il vostro alluminio e quindi chiudiamo anche noi!!!
spuzzy70 2 years ago