Padiglione Philips e Poème électronique, una ricostruzione virtuale PARTE 1°

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Uploaded by on Jun 26, 2010

Il Padiglione Philips fu costruito nei primi mesi del 1958 in occasione dell'Esposizione Universale di Bruxelles di quell'anno e fu definitivamente smantellato nel gennaio del 1959. Questo lavoro nasce con l'intento di ricostruire l'intera vicenda del Padiglione che non si esaurisce con le iperboliche vele di cemento dell'edificio, ma prosegue con un avveniristico spettacolo interno che Le Corbusier intitolò "Poème électronique". I dodici minuti del filmato sono il frutto di un anno di lavorazione e offrono un interpretazione di quest'opera che si pone come un capitolo fondamentale dell'arte del '900, elemento di chiusura dell'epoca macchinista e di inizio di quella elettronica.
Il film può essere indicativamente suddiviso in tre parti:

1) Promenade esterna.
La macchina da presa si stacca dalla "machine matematique" - scultura in tubi metallici che Le Corbusier disegnò come una sorta di cartellone pubblicitario - per ruotare intorno al Padiglione e svelarne le geometrie. La complessità delle forme è difficilmente intuibile attraverso le fotografie mentre la ricostruzione animata ne permette una percezione immediata.


La musica scelta per questa fase è "Metastasis", una compo¬sizione del 1955 di Iannis Xenakis, ingegnere e musicista collaboratore di Le Corbusier e responsabile del progetto Philips. Xenakis, che in seguito rivendicò la paternità dell'edificio, dichiarò di essersi ispirato alla sua musica per tracciare le curve e le cuspidi del padiglione e il film ben sottolinea questa relazione emotiva tra musica e architettura.

Per la ricostruzione della geometria del padiglione le fonti sono di diversa natura:
disegni esecutivi
scritti di Xenakis
foto d'epoca.

2) Dentro il padiglione.
La macchina da presa entra all'interno del padiglione e fa rivivere il "Poème électronique". Le immagini, i suoni e i colori si animano sulle pareti dell'edificio rivelando il profetico carattere multimediale dell'opera. I lenti movimenti di macchina e il montaggio serrato dimostrano in maniera inequivocabile la trasformazione che Le Corbusier opera sullo spazio del padiglione: la parete si trasfigura, perde la sua consistenza e, proprio come nelle opere più avanguardiste dell'architettura odierna, diventa un medium attraverso il quale l'utente riceve informazioni.

Qui la musica è quella che Edgar Varèse compose in accordo con Le Corbusier come colonna sonora del "Poème". Nel padiglione detta musica veniva diffusa dinamicamente attraverso trecento altoparlanti a forma di prisma appesi alle pareti secondo delle "route sonores".

Per la ricostruzione dello spettacolo le fonti sono state:
film del "Poème électronique" (il filmato che veniva proiettato sulle pareti)
partitura dei colori e delle luci (autografa di Le Corbusier)
foto d'epoca

3) Titoli di coda
Durante i titoli si possono apprezzare alcune sovrapposizioni tese a dimostrare la congruità del modello tridimensionale.
La musica è quella che Iannis Xenakis compose su indicazione di Le Corbusier come accompagnamento all'ingresso del pubblico nel padiglione: "Concrète PH".

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  • Now this is what I call music of architecture...

  • Where can i get this 3D model?

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