Seminario Philo di Sophia - Genealogia della soggettività - Valeria Dattilo 24nov2009 Parte 1

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Uploaded by on Nov 28, 2009

Link di riferimento: http://filodisophia.altervista.org/index.php?option=com_content&task=view...

Genealogia della soggettività

in Ernesto De Martino e Ludwig Wittgenstein

tra

Arte e Filosofia

a cura di Valeria Dattilo




Questo incontro avrà per tema la questione della soggettività. Senza volere entrare direttamente nel merito di un argomento così ampio e difficile, sarà possibile indagare tale processo a partire dallanalisi di un mio dipinto dal titolo Scale insensate (olio su tela, 50x70), individuando in questa lettura uno dei segni più significativi di quella radicale messa in crisi della nozione classica di soggetto.

Dopo questa breve premessa, si cercherà di mettere in luce come lidea della soggettività sia stata analizzata, nelle sue varie forme e sfaccettature, da Ernesto De Martino (1908-1965) uno dei più importanti, o meglio ancora rari, filosofi italiani dellesperienza e della prassi storica. Attraverso la lettura di alcuni passi de Il mondo magico. Prolegomeni a una storia del magismo (1948) o de La fine del mondo. Contributo alle analisi delle apocalissi culturali (1977) sarà possibile dipanare il rapporto tra perdita della presenza (o crisi di una forma di vita, volendo utilizzare unespressione di Ludwig Wittgenstein (1889-1951) uno dei più originali filosofi del linguaggio del Novecento) e sua riconferma: oscillazione che costituisce il nucleo più profondo dellinterpretazione demartiniana.

Tale idea non è, infatti, che lanticipazione e la preparazione di unosservazione più radicale: la crisi della presenza demartiniana altro non è che una riproposizione della crisi di una forma di vita che si può individuare non solo allinterno delle Ricerche filosofiche (1953) nei cosiddetti paragrafi della crisi, ma anche nello scritto precedente e precisamente nella proposizione 6.54 del Tractatus logico-philosophicus (1921), nella quale è possibile rintracciare il problema della soggettività, ossia, di colui che parla, nelletichetta gettar via la scala.

A tal fine sarà decisivo sottolineare la distanza, la frattura, lo iato che separa la concezione della presenza di De Martino da quella dellunità sintetica dellappercezione di Immanuel Kant (1724-1804) o del Da-sein di Martin Heidegger (1889-1976). Successivamente, dopo aver spiegato cosa significa lespressione crisi della presenza, si proverà ad analizzare il ruolo svolto dalle pratiche magiche allinterno delle società primitive o preistoriche. Vale a dire si esaminerà il rito come azione, meccanismo che permetterà di difendere, di padroneggiare, regolare lesserci insidiato della persona.

La magia, dunque, come processo che si oppone alla dissoluzione dellesserci, della presenza e del mondo.

È solo a questo livello che sarà possibile fare riferimento alla proposizione 6.54 del Tractatus, proposizione che non esporremo per esteso ma alla quale rimanderemo al fine di riprendere la critica allidea di soggettività come possesso garantito così è stata concepita, per esempio, dal pensiero idealistico e di produrre un concetto diverso, seppur più complicato, di soggetto.

Ciò che mi propongo, dunque, sarà smascherare il quid pro quo alla base dellidea di soggettività.




Bibliografia




De Martino, Ernesto, 1948, Il mondo magico. Prolegomeni a una storia del magismo, Torino, Boringhieri, 1998.

De Martino, Ernesto, 1977, La fine del mondo. Contributo alle analisi delle apocalissi culturali, Torino, Einaudi, 2002.

De Martino, Ernesto, 1995, Storia e metastoria. I fondamenti di una teoria del sacro, Lecce, Argo Editore, 1995.

Wittgenstein, Ludwig, 1953, Philosophische Untersuchungen, Basil Blackwell, Oxford, (trad. it. Ricerche Filosofiche, Torino, Einaudi, 1974).

Wittgenstein, Ludwig, 1922, Tractatus logico-philosophicus, Kegan, Trench, Trubner & Co., London, (trad. it. Tractatus logico-philosophicus e Quaderni 1914-1916, Torino, Einaudi, 1998).

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  • ma veramente fai!?!?

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