Da un testo di Riccardo Mancini
Voce e video di Mario Savina
Testo:
Cè una bellissima festa in giro l'anniversario ventesimo del crollo del muro di Berlino, ed è giusto festeggiare la fine di una brutta repressione, rossa e goffamente camuffata da diritto popolare, ma una piccola cosa a volte sfugge...quella marcia gioiosa della folla felice verso la Berlino libera, verso quel mondo democratico tanto agognato in realtà nascondeva una resa senza condizioni, da parte di un comunismo imborghesito e con tanta voglia di esserlo, al capitalismo democratico che sfoggiava i doni sotto lalbero ai bambini delusi di Nikita, e che dopo anni di lotta la spuntava con risultati senza precedenti che oggi cominciano a palesarsi agli occhi di molti.
Si è creduto di aver buttato giù un muro mentre di nascosto si gettavano le fondamenta per fare un unico muro di tutto il modo, a ben altra e più evoluta gabbia dagli invisibili confini si dava varo, si è vero la steppa non è sopravvissuta al 1984noi si diceva con orgoglio, non abbiamo bisogno di erigere muri per evitare che i nostri cittadini fuggano, ed era giusto..ma poi, qualche tempo dopo, come allinaugurazione di unopera darte, venne tolto il telo che scoprì la stele eretta in onore della civiltà globalizzata quel giorno lo switch-off non fù digitale ma a suon di moneta europea.
Ora che si stanno chiudendo le porte della grotta totalitarista ove anche noi, bambini delusi, ci siamo fatti condurre dal demoniaco incantatore arrivato per liberarci cominciamo a chiederci, chi di noi tutti non ha pagato la sua parte al pifferaio di Hamelin?
Ma quella era una favola per bambinie poi era il 1284!!!
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