Guardia di Finanza: Reggio Calabria ndrangheta arrestato il boss Zindato Andrea Gaetano unitamente al re dei video poker Campolo Gioacchino.
Reggio Calabria 05 settembre 2009. Alle prime ore odierne i militari del G.I.C.O. della Guardia di Finanza di Reggio Calabria, al termine di una complessa e delicata attività investigativa, hanno dato esecuzione a nr. 3 ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti del pericoloso boss della locale del Rione Modena/Ciccarello di Reggio Calabria, ZINDATO Andrea Gaetano, classe 1984, dellimprenditore reggino CAMPOLO Gioacchino, classe 1939, personaggio già noto alle cronache per essere stato oggetto di arresto nel decorso mese di Gennaio 2009, e ASSUMMA Cristofaro, classe 1954.
In particolare, per quanto accertato dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria e dai militari del G.I.C.O. della Guardia di Finanza, gli arrestati CAMPOLO e ZINDATO hanno imposto, ad alcuni gestori di bar e centri di scommesse, linstallazione di macchinette da intrattenimento del tipo video poker di proprietà della ditta del CAMPOLO.
A tal fine, avvalendosi della forza intimidatoria espressa dal giovane criminale ZINDATO Andrea, detto il nano malefico, in qualità di esponente di spicco della potente consorteria ndranghetista nota come Cosca LIBRI-ZINDATO, in ciò coadiuvati dal terzo arrestato ASSUMMA Cristofaro, storico dipendente del CAMPOLO, hanno posto in essere gravi condotte estorsive, falsando il corretto funzionamento del già di per sé complesso mercato delle scommesse.
Zindato Andrea Gaetano
ZINDATO Gaetano Andrea, fin da giovanissimo ha mostrato di essere un pericolosissimo criminale, compiendo gravissimi delitti, ben dimostrando di voler ripercorrere le gesta del padre, il più noto Antonino, classe 1942, promotore con il boss LIBRI Domenico e con AUDINO Mario Salvatore, del sodalizio criminale di cui oggi rappresenta il vertice.
Tale corposo curriculum ha portato alcuni collaboratori di giustizia ad affermare testualmente, riferendosi al giovane ZINDATO Andrea Gaetano: quello può fare dannoè stato battezzato, fatto picciotto, vicino ai LIBRIdopo venne fatto azionista.
Appare chiaro, quindi, per quanto emerso dalle attività investigative coordinate dal Procuratore Giuseppe Pignatone, dirette dal Sostituto Procuratore Dott.ssa Beatrice Ronchi e condotte dagli uomini delle Fiamme Gialle del Nucleo di Polizia Tributaria di Reggio Calabria, come il CAMPOLO Gioacchino, facendo leva sullappoggio diretto del clan ZINDATO, non abbia incontrato alcuna difficoltà a persuadere i propri interlocutori a piazzare solo le sue macchinette e non quelle dei concorrenti, inviando poi il fedele dipendente ASSUMMA Cristofaro a installare personalmente i video poker.
ASSUMMA Cristofaro
Le indagini, già nel recente passato, avevano consentito di far emergere tracce che mettevano in relazione il CAMPOLO con alcune famiglie della ndrangheta reggina.
Lodierna attività delegata alla Guardia di Finanza, costituisce il naturale sviluppo delle investigazioni che, tra il luglio 2008 e il gennaio 2009, avevano consentito il sequestro di beni mobili e immobili per ben 70 milioni di euro e la notifica al CAMPOLO di due ordinanze di custodia cautelare: una per frode fiscale e laltra per un altro distinto episodio estorsivo.
E proprio presso il Carcere di Messina, ove è attualmente recluso, le Fiamme Gialle reggine, ormai da tempo impegnate in complesse ed articolate indagini nei suoi confronti, hanno notificato al CAMPOLO, noto nellambiente come il re dei video poker, il nuovo provvedimento restrittivo. per estorsione in danno di locali imprenditori, aggravata dal vincolo associativo ndranghetistico.
Reggio Calabria 05.09.2009