Buscetta e la Mafia sfila al Maxiprocesso di Palermo

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Uploaded by on May 30, 2008

Tommaso Buscetta (Palermo, 13 luglio 1928 - New York, 2 aprile 2000[1]), detto il boss dei due mondi è stato un affiliato della mafia e successivamente uno dei primi e più importanti collaboratori di giustizia nella lotta contro la mafia siciliana. Ha collaborato con Giovanni Falcone alla ricostruzione giudiziaria dell'organizzazione e della struttura di Cosa nostra.

Nato in una famiglia poverissima (madre casalinga, padre vetraio), si sposò a sedici anni e per far soldi iniziò una serie di attività illegali, come lo smercio clandestino delle tessere per il razionamento della farina, diffuse durante il ventennio fascista. Questa mansione lo rende abbastanza celebre anche a Palermo, dove nonostante la giovanissima età venne soprannominato Don Masino.

Al termine della seconda guerra mondiale si reca a Napoli e poi a Buenos Aires, dove apre una vetreria: gli scarsi risultati economici del suo nuovo lavoro lo costringono, nel 1957, a tornare a Palermo. Qui negli anni sessanta Buscetta si lega al clan di Salvatore La Barbera ed inizia il contrabbando del tabacco, che interrompe nel 1961 con lo scoppio della prima guerra di Mafia, che egli riesce ad eludere con dieci anni di latitanza.

Durante tale periodo Buscetta si sposa altre due volte, utilizza false identità (Manuele Lopez Cadena e Paulo Roberto Felici) e si sposta da paese a paese, passando per gli Stati Uniti d'America, il Brasile ed il Messico. Arrestato ed estradato dalla polizia brasiliana il 2 novembre del 1972, viene rinchiuso nel carcere dell'Ucciardone e condannato a 14 anni di galera (ridotti a 5 in appello) al termine del processo di Catanzaro.Torna il libertà il 13 febbraio del 1980 e trova impiego come garzone di un falegname. L'8 giugno dello stesso anno, sentendosi in pericolo di vita, scappa di nuovo e si reca in Paraguay e di nuovo in Brasile, dove aumenta enormemente il suo patrimonio economico grazie al traffico illecito di sostenze stupefacenti. Il 24 ottobre del 1983 quaranta uomini circondano la sua abitazione e lo conducono in commissariato. A nulla vale un tentativo di corruzione operato dallo stesso Buscetta, che viene rinchiuso in prigione.

Nel 1984 i giudici Giovanni Falcone e Vincenzo Geraci vanno a trovarlo e gli chiedono di collaborare con la giustizia, ma Buscetta inizialmente non ammette nulla. Estradato in Italia, durante il viaggio in aereo tenta senza riuscirvi il suicidio, ingerendo una modesta quantità di stricnina. Inizia poi a rivelare organigrammi e piani della Mafia al giudice Falcone. Viene per questo considerato uno dei primi pentiti della storia (dopo Leonardo Vitale).

Nel 1993 viene estradato negli Stati Uniti e riceve dal governo una nuova identità e la libertà vigilata in cambio di nuove rivelazioni contro i piani di Cosa nostra americana. Negli USA esegue molti interventi di plastica facciale per depistare i numerosi killer che gli danno la caccia, dato che collaborare con la giustizia è per i mafiosi la più grave forma di tradimento. Muore di cancro nel 2000 all'età di 71 anni.

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Top Comments

  • tommaso buscetta

  • Grazie davvero per i video! Vorrei sapere se esiste il video integrale del Maxiprocesso e dove potrei trovarlo.

    Grazie ancora...

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All Comments (16)

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  • @mike48890 immagino che tu ammiri anche quel mostro di brusca ke fece ammazzare 1 bambino d'altronte nella mafia cosi si usa si ammazzano anche i bambini xke a famiglià viene prima di tutto vero? ma stai zitto e abbi rispetto x le vittime della mafia sopratutto x il piccolo giuseppe di matteo

  • e' meglio ad essere mafioso che vittima dello stato e della societa' w riina bravo bravo.

  • E vero! Ma quanto Si giocare con riina tu perdeve , perche lui a rotto tutto le codice Della cosa Nostra!

  • @peppibbumba anche io lo cerco

  • Ma non sparare cavolate. Informati meglio.

  • non entrare nella mafia ...loro si fanno ville e castelli e tu vai a marcire in galera!!!

  • poveretto il cazzo

  • Don Tommasino

  • Buscetta non si è mai pentito di nulla. Nei verbali resi pubblici, pretendeva che all'inizio delle dichiarazioni si scrivesse che lui non si pentiva di nulla.

    Il solo motivo per cui ha parlato, è stato quello di vendicarsi dei 14 suoi familiari, diretti e acquisiti, uccisi da quell'altra bestia di Riina.

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