Uploaded by rongpuk on Dec 22, 2010
video girato da Max durante la nostra discesa agli inferi coi minatori alla mina del diablo nel Cerro Rico di Potosì - Bolivia
Potosì è una città mineraria a circa 4100 metri sul livello del mare che è stata costruita dai coloni spagnoli solo per la ricchezza del monte alla sui base è sorta.
Il Cerro Rico col passare dei secoli ha sempre più assunto un duplice ruolo: fonte di ricchezza, sostentamento, lavoro e insieme monte della sofferenza e della morte. Infatti questa montagna fatta a cono rovesciato che svetta sul panorama di Potosì ha dato lavoro e pane a milioni di persone ma da quando sono nate le miniere fino al secolo scorso ha mietuto 8.000.000 di vittime. La montagna della morte.
Potosì è davvero bella. Stradine strettissime, balconi verandati in legno tipici coloniali, casine colorate e chiese coloniali i cui campanili sembrano appiccicati al cielo limpido di questa città. E poi il Cerro Rico, coloratissimo, brullo, perfetto sullo sfondo, come se fosse stato incollato per rendere ancora più bello il panorama. Potosì, bella e dura. Riesco a godere appieno del primo sorriso boliviano, la mattina, una sciura vicino all'Hostal San Marcos ha una piccola tienda dove frigge delle pagnottelle di pasta di patate ripiene di jamon, queso y huevos...che bontà e che bella lei...
Dopo aver visto la Casa de la Moneda, uno dei musei più belli del Sud America, a detta dei boliviani, pranzo all'Union Obrera, al secondo piano di un edificio di fianco alla Cattedrale nella piazza principale della città. Menù a prezzo fisso, più o meno un euro per una buona zuppa di verdure, delle frittelle di verdura, una cotoletta alla milanese con puré e un dessert. Le pareti ricoperte di vecchie foto di lavoratori, rivoluzioni e conquiste. Un altro mondo...
La mattina dopo sono alla base del Cerro Rico...mi fa un po' impressione. Il mercado minero mi si mostra in tutta la sua essenzialità. Tiendas che vendono sacchi di coca, sigarette fatte a mano con il tabacco più forte che c'è a disposizione, ovviamente senza filtro, bottigliette di alcol a 95%, cosa non si fa per cercare di sopportare la fatica, gli stenti, il freddo o il caldo, il peso di una vita spezzata dal lavoro in miniera. Sì un quarto di una vita normale. Per questo io scrivo spezzata. A 12 anni si inizia a lavorare sul monte, all'esterno, a spaccare pietre e a portarle. Poi dopo i 16 si entra nel tunnel...e il tunnel lo è in senso reale e anche metaforico...a 30 anni sei già un vecchio, col 50% della capacità polmonare ridotta, dalle polveri, dagli agenti chimici, dall'asbestosi. Se tiri a 50 anni sei un uomo davvero resistente...se ce la fai. Comperiamo un bel po' di sacchi di coca, bottiglie di succo di frutta, un po' di "spirito", della dinamite, un po' di nitrato di ammonio e anche qualche metro di miccia. Sta povera gente guadagna 12 dollari a settimana. Per 12 ore al giorno di lavoro. Quando sei giù...nel tunnel...non esci più. Non esci per il pranzo o per la pausa caffè...non esistono queste cose. Non esiste un ascensore, non esiste un montacarichi che sia un montacarichi, non esistono le pompe di areazione. Esistono dei ragazzi, con un caschetto in testa con una lampada sù, due paia di guanti bucati, le mascherine di carta nere nere e gli stivali da pioggia, che scendono giù al mattino nelle viscere del Cerro Rico attraverso una miriade di cunicoli angusti, bui, umidi, nebbiosi di polvere utilizzando corde e scale a cui mancano i pioli e che con le loro mani trainano carrelli da 2 tonnellate su rotaiette di legno spezzate. 3 ore e mezza, dentro il Cerro Rico con questi ragazzi, la giù in fondo al buio strisciando, sono bastate per togliermi ogni parola, per far fatica ad abbozzare loro un sorriso, sentendoli ansimanti per la mancanza d'aria, per la fatica, lo sforzo sovrumano per un lavoro disumano mentre a mano battono il martello sul chiodo nella roccia e poi vanno avanti col piccone. Se devi nascere per vivere così è meglio che al mondo tu non ci venga proprio. Quando ho rivisto la luce in fondo al cunicolo volevo correre all'impazzata per raggiungere il sole, avevo un magone e i lucciconi agli occhi ma non per la polvere. 25.000 minatori lavorano al Cerro Rico, 25.000 vite spezzate a un quarto...neanche a metà.
Che forte mal di testa, non riesco a godermi una cena a base di asado de Lama in un posticino carinissimo in una via di questa città. Che gran confusione che ho in testa. Mi dicono che mi ha preso male l'altitudine...ma no...non può essere siamo a 4.100...il mio è solo puro sgomento.
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@seryenarome grazie Sery! Grandi i mineros de Potosi! in memoria dei loro 8.000.000 di compagni morti nella montagna que come hombres vivos!
rongpuk 1 year ago
Grande Rongpuk !!!
seryenarome 1 year ago