"Ho sempre considerato queste ricorrenze un momento in cui congiungersi per ricordare e per confrontarsi sulla tematiche, ma non deve essere un giorno a sé. Dobbiamo vivere ogni giorno lavorando per far in modo che non ci siano altre giornate mondiali, che si possa finalmente festeggiare un momento di risoluzione di un problema". Lo afferma il deputato Udc Antonio De Poli. "Grandi passi in campo medico sono stati fatti - continua -, ma non è ancora abbastanza. Bisogna puntare sulla prevenzione e sull'accesso alle terapie per tutti. Invece si pensi che su 5 nuovi casi di infezione solo 2 persone hanno accesso ai trattamenti necessari. Oggi deve essere una giornata per non dimenticare, ma soprattutto una occasione per non fare gli struzzi e parlare di una malattia che continua a colpire, che viene sottovalutata e spesso scoperta quando ormai l'infezione è conclamata. L'Aids si vince con la medicina e con i farmaci mirati, ma anche con una corretta educazione alla persona e alla sessualità. Aspetto, quest'ultimo che soprattutto tra i giovani, rischia di essere trascurato. Questo dovrebbe essere il 1° di dicembre, giornata mondiale dell'Aids. Ma quante cose ancora non sappiamo, quanta ignoranza gira ancora intorno a questa malattia. Oggi il nostro pensiero - conclude - va alle migliaia di bambini che ogni anno nascono affetti da questo virus, nei paesi del terzo mondo, ma non solo. Bambini che non hanno colpe, ma che sono destinati a vivere con questo peso".
http://www.antoniodepolipresidente.com/
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