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Le due sorelle - canto tradizionale del Salento

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Uploaded by on Aug 1, 2009

''Le due sorelle'': dalla tradizione salentina quasi una
romanza, in una versione di area gallipolina.
Questo canto è memoria di giovani donne ''trafficate'',
rapite in tempi remoti , sottratte con l'inganno o con la
promessa del matrimonio, ma anche cedute dalle famiglie
per superficialità o disamore e condotte in paesi lontani
per essere sfruttate nell'arte della tessitura.
E' traccia dell'amarezza, della delusione, causate dai
tradimenti e dalle ingenuità delle madri e ci stupisce con
l'esito tragico di una ribellione estrema ad una realtà che
una volta compresa obbliga alla fuga, ricercata a costo della
vita.

Diffusa in diverse versioni, in molti paesi del mediterraneo,
differendo nel titolo, nei nomi delle protagoniste (Le due
sorelle, Cecilia, Isabella) e nell'epilogo finale, la canzone
e' stata oggetto di studi già nei primi anni del secolo scorso ma è
sconosciuta al grande pubblico.
Noi l'abbiamo raccolta dalla voce bellissima di Carmela
Pagano, che a sua volta l'ha appresa dalla madre, originaria
della città di Gallipoli.

Avendola ascoltata e ''presa a cuore'' Alberto Vaglio ha
colto per lei, all'alba del 29 luglio 2009, colori e suoni che ne amplificano la valenza poetica.

Da una memoria sommersa di donne, interne ad un legame generazionale,
riaffiorano le due sorelle, storia e leggenda, di una
terra, il Salento, che amoreggia col mare e al tempo stesso
ne trema, tra melodia ed echi di marea. Perché è qui che,
detto con le parole di Vittorio Pagano, fratello
di Carmela, '' ...il dialetto s'è venuto costituendo coi registri del canto e
con le movenze della danza. Certe parole dialettali, certi
costrutti, certi atavici modi di dire, sono capsule poetiche
che scoppiano illuminando ad ogni tocco di lingua, ad ogni
arpeggio di labbra, ponendo per sempre i fonemi, i sintagmi e
gli stilemi di un linguaggio che costringe a poetare, cioè ad
immaginare nella specie del pianto o del riso, ad ogni costo
... immagini per musica, musica per immagini''
(Vittorio Pagano - Il linguaggio che costringe a poetare)

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  • che bello alva, grazie

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