Arresto Luciano Lo Giudice. Sequestrati beni per circa 14 milioni di euro

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Uploaded by on Oct 20, 2009

Reggio Calabria 20 ottobre 2009. Lattività investigativa, che ha portato allarresto di Luciano Lo Giudice ed al contestuale sequestro di alcune attività commerciali a lui riconducibili, è stata lunga e laboriosa ed ha impegnato per lungo tempo il personale della Squadra Mobile Sezione Reati contro il patrimonio, diretta dal vice questore aggiunto Francesco Oliveri. Luciano Lo Giudice, 35 anni, è figlio di Giuseppe capo dellomonima cosca federata al cartello condelliano, ucciso ad Acilia nel corso dellultima guerra di ndrangheta.

Larresto è avvenuto nella serata di ieri in esecuzione dellordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip presso il Tribunale, Kate Tassone, su richiesta del sostituto procuratore distrettuale, Beatrice Ronchi.


Lo Giudice Luciano
Luciano Lo Giudice è ritenuto responsabile del reato di trasferimento fraudolento di valori al fine di eludere le disposizioni di legge in materia di misure di prevenzione patrimoniali e limpiego di denaro e beni di provenienza illecita. Nel corso delle indagini, coordinate dal capo della mobile Renato Cortese, sarebbe stato accertato che Lo Giudice era dedito ad attività di usura ed a condotte di natura estorsiva. Secondo gli inquirenti, Lo Giudice, aveva investito sin dal 2004 la notevole ricchezza accumunata mediante lattività illecita (di usura ed estorsiva) in attività commerciali, attribuendo fittiziamente la titolarità a persone fidate e compiacenti .

Per questo motivo, sono state emesse due misure cautelari degli arresti domiciliari presso la propria abitazione nei confronti di Antonino Spanò, reggino di 51 anni, gestore dellomonima ditta di rimessaggio imbarcazioni e di


Giuseppe Cricrì
Giuseppe Cricrì, 53 anni, milanese, socio di maggioranza della Ambrosiana Motori, con sede in Milano. Le imprese e società per cui è stato disposto il sequestro penale preventivo poiché sarebbero state intestate da Lo Giudice a compiacenti soggetti terzi sono: la ditta individuale denominata Peccati di Gola (bar-cornetteria) di via Missori Reggio Calabria; la società Nautica Spanò di Spanò Pasquale & C. Snc, sita in via Calamizzi di Reggio Calabria; la società Ambrosiana Motori Srl, concessionaria di autovetture di lusso, con sede a Milano in via Ludovico Muratori. I beni sequestrati ammontano al valore complessivo di circa 14 milioni di euro.
DICHIARAZIONI INQUIRENTI
procuratore della Repubblica Giuseppe Pignatone: «La legislazione italiana in materia di aggressione ai beni mafiosi è allavanguardia in ambito mondiale. Si tratta di un percorso normativo efficace che ha fatto prendere consapevolezza anche ad altri Stati del mondo della capacità della ndrangheta di costruire immense fortune. Nel corso delle indagini abbiamo potuto verificare la capacità di penetrazione della ndrangheta in importanti attività economiche, con il sequestro, a Milano, dellAmbrosiana motori, specializzata nella vendita di auto di lusso».
questore Carmelo Casabona: «Quella dei Lo Giudice è una delle più blasonate famiglie di ndrangheta ed averla colpita sotto laspetto patrimoniale rappresenta un fatto estremamente significativo».
capo Squadra Mobile Renato Cortese: «Luciano Lo Giudice aveva una notevole capacità operativa sul piano criminale, tanto da avere accumulato un consistente patrimonio immobiliare e commerciale. Con loperazione della scorsa notte, questi capitali di provenienza illecita sono stati colpiti in modo decisivo».

La cornetteria inaugurata ieri e il bar sventrato da una esplosione del 2008
REGGIO CALABRIA. Stamani, quando ancora il personale della Polstato era intento a porre i sigilli alla Cornetteria di via Missori, vi era un via vai di commessi incaricati alla consegna piante e fiori, regali per lapertura del ristrutturato locale pubblico ubicato nei pressi della stazione centrale. Il nuovo bar-cornetteria Peccati di Gola, ironia della sorte, era stato inaugurato proprio ieri sera, qualche ora prima che gli uomini del vice questore aggiunto Francesco Oliveri, eseguissero lordinanza di custodia cautelare nei confronti di Luciano Lo Giudice. In città, specie tra i giovani, tutti sapevano che quel ritrovo, aperto anche la notte, era di proprietà di Lo Giudice. Oggi, invece, gli investigatori hanno rivelato che proprietaria della cornetteria risulta tale Vincenza Mogavero. Il 12 agosto del 2008, intorno alle ore 3, in viale Aldo Moro, unesplosione causata dai fumi di benzina aveva prodotto una deflagrazione devastante che aveva distrutto il bar Dolce Sapore. Qualcuno aveva deciso di dare alle fiamme il locale pubblico, da poco tempo totalmente rinnovato, appartenete ad una società, cui Luciano Lo Giudice era uno dei soci.

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  • roxanik quando vorrai lavorare e arrivera' il LO giudice di turno o qualcuno degli strazzati come lui e ti imporra le sue regole poi capirai cosa fa questa gente. Uccide la nostra citta e inquina l'economia lasciandoci nella poverta' e nell'arretratezza. Oppure vuoi andare a lavorare al suo servizio a 500 euro al mese e magari macchiarti tu la coscenza, ricorda che non e' tutto oro quello che luccica....

  • la polizia quando fa un arresto lo fa dopo mesi di indagini, non dall'oggi al domani e su reali indizi di colpevolezza. Genta come questa del video e' peggio che essere contaggiato dall'hiv per questa citta'. Uccidono il mercato e la libera concorrenza imponendo le loro regole mafiose. Vai a leggere le intercettazioni. Mettono bombe solo la notte e incendiano serrande. Sono e resteranno sempre solo dei vigliacchi..............

  • misprincesshs....aunde chistu ?  a ziaaaaaaaaaaa????

  • fatti vivo francescuscu e dimmi cosa ti ha fatto a te questa persona? siete una massa di invidiosi e nn valiti na lira.....

  • ma nn hannu mi fannu caconi chi parlati nte spaddi ...caconiiiiiiiii

  • ke ti ridi?....mha....

  • EHEHEEHHEHEHEHHEHEHE

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