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Carlo D'Addato - Lode agli uccelli che volano ancora

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Uploaded by on May 30, 2010

Estratto dal testo dello spettacolo "Abbozzando ombre come tracce di volo" di Carlo D'Addato

Ai colombi
Ci piace camminar da soli per andare da qualche parte
E quando i rumori abituali della città fanno una pausa,
Una sospensione improvvisa come un riprendere fiato,
Si sente un cinguettio di piccioni dall'indefinibile fonte.
E allora ci si guarda intorno per dare attenzione, ogni tanto,
Ai quei loro voli scomposti e brevi come tiri di scherma.
Ma chi sono questi invasori dello spazio urbano sterilizzato?
Chi sono questi zingari che cifrano con i segni del vivere
La quasi perfetta opacità della crosta fuligginosa di smog?
Volano ancora, insomma, ci viene da pensare al momento,
Ma in verità essi non hanno mai nemmeno cessato di volare.

Ai gabbiani
Navighiamo all'asciutto dell'automobile sul lungomare,
I cristalli inzaccherati d'insetti crepuscolari autostradali,
Scrutando la superficie imbrigliata da moli e frangiflutti,
Quando i gabbiani, occupati con ritmi incalzanti e feriali,
Che pensavamo movimentazione artificiosa di cartoline,
Ci rivelano invece con la coreografia verticale del volo
Tutta la loro oscena indifferenza alla ripartizione del tempo
Così come lo concepiamo noi dalla lettura del calendario.
E la spossatezza che confondiamo per affaticamento di viaggio
D'improvviso c'invade, di fronte alla constatazione palese
Di come tutto quello che chiamiamo progresso è stato vano.

Alle aquile
E quando siamo fuori, fuori da tutto: dalla città, dalla strada
E risaliamo un sentiero come ruscelli che sfidano la gravità
E il passo ci sembra tanto più scosceso quanti più sassi affiorano
E il nostro respiro affannoso diventa complice dell'aria pura
E l'orecchio gode il confino silenzioso dei rumori artificiali
E i raggi dello sguardo si proiettano senza ostacoli nell'immenso
E un'ombra mobile si interpone strisciando tra i sole e la terra
E allora solleviamo gli occhi verso il cielo terso e luccicante
E un rapace con le ali dalle dita aperte ad arrampicarsi nell'aria
Plana magnifico e superbo come un aquilone liberato dal filo
Noi intimiditi visitatori avvertiamo il senso della natura regnate.

Conclusione
Questi sono alcuni degli uccelli che volano ancora, ma sono molti
Eroi senza fede, devozione o attaccamento accanito a qualche idea
Ma semplicemente sospinti a librare dalla necessità di trovare cibo
Dal bisogno di avere un adeguato rifugio contro le depredazioni
Dall'istinto inconsapevole che li rende ai nostri pensieri intorpiditi
Imbarazzante metafora della possibilità oscena di somigliare ancora
A chi con un'ala sfiora la terra e con l'altra si protende verso il cielo

Category:

Entertainment

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