Gli anni settanta e le sue vittime descritti con un taglio unico e irripetibile. Anna Negri parla di un mondo che ancora è parte della nostra coscienza e lo fa partendo da sé: la fanciullezza che sfocia in una turbinosa adolescenza, il rapporto con il padre Toni, leader di Autonomia operaia, e con la madre, perno dolente della famiglia, la sua educazione alla rivoluzione contrapposta e complementare alla sua educazione personale.
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