La coltivazione della Lavanda nel Comune di Pietrabruna, descritta da Riccardo Giordano nel suo libro "Battitore libero", è definita dallo stesso come un periodo magico, ma anche la grande follia di Pietrabruna, una follia fatta di lavoro, fatica sudore, e punture di vespe, che aveva il suo culmine nei mesi di luglio e agosto quando i campi intorno a Pietrabruna, Torre Paponi e Boscomare si tingevano dell'inconfondibile colore delle spighe di lavanda e l'aria si caricava del loro intenso profumo. Era però tra la metà di Agosto e l'inizio di Settembre che iniziava il taglio della lavanda, tutti durante il taglio lavoravano quasi 24 ore al giorno per portare i loro fasci di fiori ai distillatori che ne estraevano l'olio essenziale, prezioso ingrediente dell'industria profumiera.
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