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ELEZIONI IN ABRUZZO: vince il PDL e crolla l'affluenza

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Uploaded by on Dec 16, 2008

PESCARA - Gianni Chiodi, del Pdl, e' stato eletto presidente della Regione Abruzzo con il 48,81% dei voti. L'avversario di centrosinistra, Carlo Costantini, dell'IdV, ha ottenuto il 42,67%, circa il 6% in meno. Chiodi era supportato dalle liste Movimento per l'Autonomia, Liberalsocialisti, Pdl e Rialzati Abruzzo. Costantini era invece sostenuto da Pd, IdV, Prc, La Sinistra, Pdc, Ps e Democratici per l'Abruzzo. Gli altri candidati erano Rodolfo De Laurentiis (Udc-Udeur) che ha ottenuto il 5,38%, Teodoro Buontempo (La destra), 1,9, Ilaria Del Biondo (Partito Comunista dei Lavoratori), 0,76 e Angelo Di Prospero (Per il bene comune), con lo 0,46%. Quest'ultimo, con un ricorso accolto dal Tar, aveva determinato lo slittamento delle elezioni dal 30 novembre a oggi. Il voto e' stato caratterizzato da un elevato assenteismo: ha votato il 53 per cento degli aventi diritto, 1.208.976 in tutto, con un calo di 16 punti percentuali rispetto alle regionali del 2005 e di 28 sulle ultime politiche (81%).

Il voto è giunto dopo due anni e mezzo di legislatura per lo scioglimento del Consiglio regionale determinato dagli arresti, il 14 luglio, del presidente della Regione Ottaviano del Turco (Pd), di due assessori e un consigliere regionali (tutti Pd), di dirigenti e imprenditori per presunte tangenti nella sanità. Chiodi - che per una legge regionale ha dovuto dimettersi da sindaco per candidarsi alla regione - ha preso più voti di quanti non ne abbiano totalizzato le liste a lui collegate; discorso inverso, invece, per Costantini, avvocato pescarese.

BERLUSCONI ESULTA,SCOPPIA LITE IDV-PD
(di Milena Di Mauro)
ROMA - Esulta oggi Silvio Berlusconi, che per tre volte in tre settimane era sceso in Abruzzo a sostenere di persona la vittoria di Gianni Chiodi e a denunciare la ''questione morale'' nel Pd . Il candidato Pdl ha vinto in una consultazione che il premier ha sempre definito un 'laboratorio' importantissimo su scala nazionale. Il Cavaliere rivendica la ''vittoria del buongoverno'' e la sconfitta di un Pd ''troppo schiacciato'' sull'Idv di Antonio Di Pietro, mentre sottolinea la coesione della maggioranza che ha gia' vinto alle elezioni di aprile. La vittoria ormai certa, dopo le dimissioni di Ottaviano Del Turco per lo scandalo sanita', per il Pdl e' anche un test positivo per il governo, oltre a mostrare ''l'ennesimo fallimento politico e morale'' del centrosinistra, al quale si chiede di ''non coprire la sconfitta con la foglia di fico'' di un astensionismo record (affluenza alle urne crollata al 52,99%, rispetto alla partecipazione del 68,6% del 2005). Dati che Walter Veltroni, leader del Pd , giudica ''impressionanti''. ''Questo vuol dire che c'e' malessere, c'e' critica anche nei nostri confronti - fa autocritica - Noi dobbiamo saper fare di piu' per la moralizzazione della vita pubblica. Dobbiamo saper essere severi con noi stessi per poter essere severi con gli altri''. Intanto, il centrosinistra, ad urne appena chiuse, avvia una rissosa riflessione sulle cause della sconfitta e sui 'costi' dell'alleanza Pd-Idv.

Antonio Di Pietro, leader dell'Italia dei Valori, non intende portare da solo la croce. ''L'Idv ha quintuplicato i suoi voti - rivendica anzi - Ha vinto l'astensionismo e sono stati puniti i partiti che non sono ne' carne ne' pesce, che fanno riunioni, dicono 'ma anche' e non si decidono''. Di contro, il Pd contesta a caldo a Costantini di aver preso ''meno voti dei partiti che lo sostengono'' e si rammarica di non aver chiuso l'alleanza con l'Udc ''che avrebbe portato il centrosinistra alla vittoria'', mentre vede come ''necessaria'' una riflessione sulla scarsa partecipazione al voto. Anche per Pier Ferdinando Casini l'astensionismo e' ''un campanello d'allarme molto pericoloso'' ed una bocciatura del bipolarismo italiano. ''In Abruzzo Berlusconi non ci ha voluto - osserva il leader Udc - La vittoria del Pdl era scontata, ma l'Udc, nonostante ci abbiano scippato molti dirigenti, ha tenuto, confermando il dato nazionale''. Il Pdl vanta la netta affermazione e, con il capogruppo al Senato Maurizio Gasparri, analizza la vittoria senza sconti agli avversari politici: ''Inutile che Veltroni accampi scuse patetiche parlando di astensionismo. Prenda atto che e' un autentico fallimento e che la questione morale sta facendo sprofondare il suo partito. Le elezioni in Abruzzo sono lo specchio di questa situazione''. E Italo Bocchino, vicepresidente dei deputati Pdl, parla di una ''tendenza suicida del partito democratico, che avendo consegnato la guida e la linea dell'opposizione a Di Pietro rischia di crollare irrimediabilmente nei consensi''. Ma soprattutto, la maggioranza si compiace, con il vicepresidente dei senatori Pdl Gaetano Quagliariello, perche' ''con Chiodi e' stato premiato il Pdl'' e confermata la scelta della maggioranza di andare verso il soggetto politico unitario che vedra' la luce nel congresso di meta' marzo.

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  • Veltroni che sfotte i numeri della sinistra. ma va a cagare va

  • bassissima affluenza alle urne perche' gli italiani non ne possono piu' delle cazzate, del giustizialismo e dell'estremismo della sinistra specialmente.

  • PD scioglietevi!!!!!!

    Veltroni = Berlusconi.

    Viva il Comunismo.

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