Napoli, 8 ott. - Il gup del tribunale di Nola ha condannato i fratelli Pasquale, Salvatore e Carmine Russo, boss della camorra dell'agro nolano a lungo latitanti, a otto anni i primi due e a 6 anni il terzo per detenzione di armi da sparo e da guerra. All'atto del loro arresto, i tre erano stati trovati in possesso di un vero e proprio arsenale e per tale motivo sono stati giudicati con rito abbreviato. Salvatore Russo era inserito nell'elenco dei 30 latitanti piu' pericolosi ed era stato ricercato dal 1995 per un ergastolo da scontare e, quando fu rintracciato e bloccato dalla polizia in una masseria della campagna attorno Somma Vesuviana, era in possesso di una mitraglietta uzi, una pistola calibro 9 parabellum, due fucili da caccia ed altra pistola calibro 9x21; Pasquale e Carmine, presi dai carabinieri in un casolare di Sperone, nell'avellinese, avevano una pistola calibro 9x21 con matricola abrasa, 2 caricatori con munizioni, un visore notturno e un rilevatore di microspie.
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