2/2 Liliana Segre, testimonianza dal docufilm "Volevo solo vivere"

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Uploaded by on Sep 4, 2011

Estratto dal documentario "Volevo solo vivere" (2006) di Mimmo Calopresti. Liliana Segre, sopravvissuta al campo di stermino di Auschwitz, racconta la propria esperienza.
Seconda parte.

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Uploader Comments (microit)

  • io mi domando...chi è quell'idiota, che dopo aver fatto da aguzzino a migliaia di persone, cambia i propri vestiti e getta la propria pistola ai piedi degli ormai ex prigionieri? Io penso che questi non sarebbero vissuti più di 2 minuti per il giusto linciaggio che avrebbero meritato. Troppe incongruenze in questo racconto, dal sapone al congedo degli assassini qualcosa non torna...

  • @carloramolini per quanto riguarda il sapone è praticamente quasi sicuro che non è mai stato fatto utilizzando il grasso umano,tra l'altro la signora infatti dice "probabilmente" ,dal momento in cui il sapone lo si fa col grasso, in una condizione del genere vai a pensare qualsiasi cosa.per il resto non è impossibile che uno si tolga la divisa per togliersi di dosso la responsabilità..io personalmente credo che lo avrei ucciso.

  • @microit Sinceramente la storia non mi convince. Basta pensare alla liberazione di Auschwitz o Mauthausen, dove all'arrivo degli eserciti di liberazione non fu trovato nessun ufficiale o soldato nazista. La Segre parla addirittura del comandante e a me pare poco credibile. Puoi dismettere i vestiti (e anche qui mi puzza di cazzata farlo davanti ai tuoi prigionieri), ma lanciare la pistola significa proprio essere idioti. Ho sentito parlare di ufficiale suicidatisi ma mai di storie come questa.

  • @carloramolini vabbè è la sua parola contro la tua. comunque su internet trovi la sua storia raccontata in maniera più esauriente, questi sono solo pochi minuti di un documentario ben più ampio che raccoglie varie storie.

  • @microit Premettendo che non sono nazista, mi ritengo anzi di sinistra, rimango dell'idea che sull'olocausto le testimonianze sono contraddittorie confrontandole tra loro. Basti pensare al fatto che non esistono prove sulle camere a gas che non siano testimonianze di ex deportati, Non esistono prove scientifiche e ognuno ha la sua versione. Non è la mia parola contro la sua, ma le prove che mancano. Non prendiamo le testimonianze come dogmi ma cerchiamo la verità, senza dimentica il crimine.

  • @carloramolini certamente, bisogna ascoltare tutte le fonti, ho postato questo video apposta. non bisogna prenderle come dogmi assoluti, ma nemmeno le tesi negazioniste sono oro colato, io non c'ero quindi non so dirti.ad ogni modo nel commento di prima dici che non c'erano più tedeschi ad auschwitz, ma la segre al momento della liberazione si trovava a malchow (sottocampo di ravensbruck)

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All Comments (9)

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  • @microit auschwitz e mauthausen erano solo due esempi. So che la segre era malchow, anch'esso liberato dall'armata rossa, ma ciò non toglie il fatto che i nazisti se la facevano sotto per diversi motivi, visto che i sovietici non erano molto soft con i propri prigionieri. Giustamente vanno sentite tutte le versioni, ma quelle revisioniste parlano di prove scientifiche facilmente comprensibili anche a chi non è esperto, confrontando le camere a gas naziste con quelle usate oggi in usa.

  • @devil62690 anche se pare che questa del sapone fatta col grasso dei morti sia più una leggenda metropolitana che realtà

  • che schifo sapone con il grasso dei morti

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