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Reflexões sobre o Hemisfério Sul (parte 2)

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Uploaded by on May 31, 2009

Qui in Occidente le persone conoscono la propria storia raccontata dalla propria gente, anche se in modo imperfetto.
Diversamente da ciò che avviene qui, nei nostri paesi la storia è la storia dell'Occidente e dei suoi interventi coloniali. Molto spesso un brasiliano conosce meglio la storia di Romulo e Remo piuttosto che quella del Quilombo de Palmares. I 'quilombos' per quelli che non sapessero erano delle comunità autonome fondate dagli schiavi fuggiti dalle piantagioni da canna da zucchero nel nord-est brasiliano. Quello di Palmares è il più noto tra tutti perché in torno alla metà del Seicento arrivò a concentrare 30.000 mila schiavi.
Il Brasile è figlio delle nazioni indigene che abitavano lungo la costa atlantica da circa 9.000 prima dell'era cristiana. Erano circa 2.000 NAZIONI - nazioni perché avevano un territorio, una lingua e un'organizzazione sociale proprie - di cui 800 sono sparite per sempre. Nel 1500, all'epoca dello sbarco portoghese erano circa 6 milioni, nel 2008, 270 mila. Sono gli 'indios' che danno il nome al Brasile.
Il Brasile è figlio di una colonizzazione che non fu meno ferocia delle altre.
Il Brasile è figlio della schiavitù, che, senza paura di essere smentita, fu l'Olocausto prima dell'Olocausto: il tempo medio di vita di uno schiavo nei campi da zucchero era di 2 anni.
Il Brasile è anche figlio dell'immigrazione europea ed asiatica a partire dalla fine dell'Ottocento.
Tutto questo fa sì che l'identità brasiliana sia di per sé complessa, a volte contraddittoria. Da un punto di vista folkloristico i brasiliani reclamano la loro quadruple identità, ma nei fatti una sola identità è centrale ed è quella elaborata in torno al mito salvifico della colonizzazione.
Questa identità complessa che dovrebbe essere un potente strumento di sviluppo si rivela un impedimento.
La mia tesi è che solo e solo se il Brasile conquista un'identità che integri la narrazione di tutte le sue componenti esso si potrà sviluppare in modo armonico e duraturo.




"La Bottega delle Idee" è un format di 'varieté' pensato per la televisione privata brasiliana. Avrà l'occorrenza 1 volta alla settimana e durata di 2 ore a partire dalle 20.30.
Il nucleo centrale del programma consiste in un dibattito in forma di tavola rotonda dove i protagonisti, scelti in base alle conoscenze e competenze sull'argomento, discutono su un argomento di grande interesse nazionale. Per il numero uno, il programma piloto, si proporrà la riflessione sulla storia del Brasile dal punto di vista culturale. Si cercherà di capire in che modo la nuova etnia che sorgeva veniva differenziata dalle sue matrici formatrici - indigena, europea ed africana - e si dinamizzava grazie all'ibridazione etnica. Si cercherà di capire come si sono sviluppate le principali caratteristiche della nazione che sorgeva, quali il vigore e la flessibilità.
Per rendere maggiormente 'partecipato' il dibattito, si trasmetteranno dei reportage fatti o suggeriti dagli spettatori che vertano su argomenti discussi nel programma o che vertano sulle iniziative di valorizzazione delle culture brasiliane.
All'interno del programma ci sarà uno spazio dedicato alla creazione - di dipinti, maschere, poesie - legata ai temi in discussione.
Il programma propone inoltre un concorso di musica brasiliana contemporanea. Al dibattito si intercaleranno le presentazioni dei gruppi musicali, divisi stilisticamente. L'obiettivo è di risaltare l'importanza della musica nelle culture brasiliane e di dare visibilità ai 'talenti' invisibili che vivono nel territorio brasiliano.
Il programma sarà anche la vetrina di un concorso filosofico ideato per le scuole superiori nazionali, il cui obiettivo sarà quello di stimolare il pensiero e la creatività degli studenti. Il primo di questi concorsi avrà come oggetto il pensiero filosofico moderno sull'individualità.
Il portale web del programma - che sta iniziando a prendere forma - cercherà di estendere le discussioni fatte in puntata durante la settimana, stimolando la produzione di idee da parte degli utenti e cercando di costruire un 'data-base' delle soluzioni trovate ai problemi affrontati.

Credo che l'efficacia del programma sia nella possibilità di interazione tra i vari segmenti della società.
Proprio perché l'identità è una narrazione collettiva, si cercherà di dare voce alle narrazioni brasiliane oscurate nella versione ufficiale della 'brasilianità', cercando di costruire un'identità che non sia subalterna né al folklore dell'africanità e del meticciato neanche alla visione subalterna di sé propria dai ceti di origine colonialista e di recente immigrazione europea che vuole il Brasile unicamente figlio del 'genio' portoghese.

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