Alert icon
We're changing our privacy policy. This stuff matters.  Learn more  Dismiss

Matteo Anastasi "Arbeit Macht Frei"

Loading...

Sign in or sign up now!
Alert icon
Upgrade to the latest Flash Player for improved playback performance. Upgrade now or more info.
10,228
Loading...
Alert icon
Sign in or sign up now!
Alert icon

Uploaded by on Jan 27, 2008

"Arbeit Macht Frei" nasce dalla necessità di comunicare, trasferendole sullo schermo attraverso un'esperienza visiva, le emozioni che ho provato all'interno del campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau, in occasione del viaggio, organizzato dal Comune di Roma nel mese di ottobre 2005, per il progetto "Noi Ricordiamo" a cura dell'Assessorato alle Politiche Educative e Scolastiche.

Riprese con telecamera a mano, volutamente instabile, mossa nevroticamente per creare disagio e inquadrature fisse, immobili, si alternano sullo schermo.
Il rifiuto e la paura iniziale di addentrarsi in profondità nell'orrore si riflette sul campo stilistico con la predilezione di campi lunghi rispetto a piani ravvicinati.

Tutto è senza sonoro. Le immagini sono mute, silenti. Non ci sono parole dinanzi un simile orrore. Lo si può solo contemplare in silenzio, attoniti, quasi paralizzati.
Ma la mancanza di audio simboleggia anche la cecità e la sordità dell'indifferenza. Le voci dei testimoni che hanno vissuto in prima persona quell'orrore restano inascoltate.
Persino le grida lancinanti degli uomini, delle donne e dei bambini sterminati nelle camere a gas, nonostante siano fortissime, non riescono a farsi sentire. Sono soffocate da altre grida, grida di violenza, di odio, di ignoranza, sommerse da striscioni nazi-fascisti negli stadi e durate le manifestazioni alle quali assistiamo quotidianamente.
Il "mutismo" del film nasce, dunque, dal profondo senso di pessimismo e di sconforto che ho provato nei confronti dell'uomo e di quello che è stato capace di fare, nel vedere che non c'è limite all'odio e all'ignoranza.

Le immagini del campo di sterminio sono a colori. L'orrore rivive così in tutta la sua forza attraverso la quotidianità del colore, attraverso l'attualità di quelle immagini, viste infinite volte in un irreale e antiquato bianco e nero, immobilizzate così, in un passato ormai remoto, che non ci riguarda più.

All'improvviso il silenzio è rotto, prima, dalla voce profonda di un testimone sopravvissuto al campo di sterminio, poi, dalla musica. Una melodia classica e maestosa commenta, cupa e inquietante, le fotografie d'epoca del genocidio, che si succedono, terrificanti, una dopo l'altra sullo schermo, in un crescendo di brutalità.
Dunque, l'orrore dimenticato irrompe con tutta la sua violenza e spazza via in un istante il torpore ipocrita e la quiete immemore dell'indifferenza. Non possiamo continuare a far finta di niente per sempre. E' ora di fare i conti con la storia e con noi stessi.

Chi non conosce la storia è condannato a ripeterla.

Chi non ha memoria non ha futuro.

Le riprese di "Arbeit Macht Frei" sono state effettuate nel mese di ottobre 2005 nel campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau. Il montaggio è stato completato nel mese di aprile 2006.

Il 19 aprile 2006 è stato proiettato per la prima volta al pubblico, al Vittoriano, in presenza del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi e del Sindaco di Roma Walter Veltroni.

Il 20 aprile 2006 è stato presentato agli studenti del Liceo Ginnasio Statale Dante Alighieri, in occasione dell'assemblea d'istituto, alla presenza del corpo docenti e del Sindaco di Roma.

Il 16 ottobre 2006 è stato proiettato nella sala Sinopoli dell'Auditorium - Parco della Musica, alla presenza di giornalisti e critici, dopo essere stato selezionato per il concorso della prima edizione della Festa Internazionale del Cinema di Roma.

Il 27 gennaio 2007 è stato presentato nuovamente agli alunni del Liceo Dante Alighieri, in occasione della Giornata della Memoria.

Matteo Anastasi
tel: 0636001152
cell: 3334920745
e-mail: anisquisi@hotmail.it
http://anisquisi88.spaces.live.com/

Link to this comment:

Share to:
see all

All Comments (19)

Sign In or Sign Up now to post a comment!
  • @Tom101229 A very smart and wise teacher I had, once said: People who think they're right no matter what, are dangerous people. Especially one who's a professor and a historian.

    How many times has science proved wrong, and had to be corrected?

    I'm not saying you're wrong or right in this matter, BUT I'm just saying you're a dangerous person for society .

    "I don't care who says what. I myself am a professor and a historian."

    "Science is the credible. Science is true." ??

  • There is no Semitic Race. Zion is the name of a fortress and "mountain" in Ancient Israel. It was sort of like the feudal castles of Middle Age Europe.

    It is called Mount Zion, it is actually more like a large hill.

    Well as for the Caliphate. Yes they treated Jews better than the Byzantines, Middle Age Europe, and the Persians, but only in certain parts of the Caliphate. They loved Baghdad, hated Cairo. In Granada of 1066, thousands of Jews were massacred by muslims. So it is not all good.

  • @Tom101229 So please explain to me what the Caliphate, an arabic institution, "the first system of governance established in Islam, and represented the political authority and unity of the Muslim", i.e. the arabs, had to do with the semitic race, Zion, the Jews, etc. If I', not grossly wrong, there's no love lost between Arabs and Jews. You pass yourself as a professor and a historian, it's your job to explain... ;-) Gheorghyi

  • I don't care who says what. I myself am a professor and a historian. There were Jews who supported the holocaust. The Extreme-Zionists of the Palestinian Mandate thought it could bring more Jews into Palestine. Being a Jew does not make you a credible person. Science is the credible. Science is true. Testimony regardless of who it is from without the hard evidence to physically analyze is no different than believing the shit from the Torah, Bible, or Quran.

    So please shut the hell up.

  • No, they teach about the Gypsies and Homosexuals that died as well as Slavs. They did so in the United States and in the Soviet Union. They did so from 1960 to the present. There is no denial of the over 11 million people who died during the Holocaust.

    You need to wake up. The Holocaust industry is tool, a lie of Anti-Zionist propaganda.

  • Well southern Italy was at one time ruled by the Caliphate.

  • @WorldWithoutWar666 May I know who/what gives you the impression Italians are "a semitic people"??!!! Some Italians are of Jewish descent, most are not. Some Italians are mafiosi, most are not. Gheorghyi

  • SS armee

  • buffoni..

     14/88

  • ahhahahaha ebrei ahahhahaha ... dovrebbe essere un giorno di festa altro che giorno della memoria hahahahah

Loading...
Alert icon
0 / 00Unsaved Playlist Return to active list
    1. Your queue is empty. Add videos to your queue using this button:
      or sign in to load a different list.
    Loading...Loading...Saving...
    • Clear all videos from this list
    • Learn more