Inchiesta di Nino Luca sulle elezioni amministrative e provinciali a Messina, giugno 2008. Qualcosa di poco chiaro è successo. Voti persi sia per maggioranza che per l'opposizione. Addirittura Mariano Rossello (Idv) non ha preso neppure un voto: nella sezione dove è andato a votare con tutta la famiglia, per la Provincia, manca all'appello non solo la preferenza della moglie e della figlia ma persino la sua. Come dire Rossello non si è votato. E lui giura di averlo fatto. Possibile?
Complice la sostituzione di 67 di presidenti di seggio su 254 all'ultimo minuto, a Messina e provincia è accaduto di tutto: verbali consegnati in bianco, numero di votanti superiori al 100% degli aventi diritto, liste apparentate che ottengono lo stesso numero di voti, voti di lista superiori alla somma dei voti dei candidati.
A tre giorni dalla chiusura dei seggi si contavano ancora i voti e si redigevano verbali di scrutinio. Un tale caos che la Procura ha deciso di aprire un'inchiesta. Decine le denunce alla Digos per vistose irregolarità ravvisate dai rappresentanti di lista ma anche per la presenza di malavitosi davanti ai seggi. Ferdinando Licata, presidente dell'ufficio elettorale, e giudice della Corte d'appello, ha cercato di mettere ordine. Solo mercoledì ha finito per controllare i verbali. Badate i verbali, anche quelli compilati da almeno trenta presidenti di seggio che non sapevano come fare a compilarli. Le singole schede, invece, non le controlla nessuno.
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