4 dicembre 2009. Santa Barbara del Corpo valdostano dei vigili del fuoco.avi

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Uploaded by on Dec 5, 2009

Il 4 dicembre il Corpo valdostano dei vigili del fuoco ha festeggiato la santa patrona protettrice dei vigili del fuoco. Per loccasione, presso la centrale di Aosta in Corso Ivrea, il cappellano militare e il parroco della vicina chiesa di San Anselmo hanno celebrato la santa messa. La conferenza è proseguita con lillustrazione dellattività svolta nel 2009 da parte delle massime autorità del Corpo valdostano dei vigili del fuoco, dal Comandante del Comando regionale dei vigili del fuoco della Valle dAosta, Salvatore Coriale, dal Direttore della Direzione dei servizi antincendio e di soccorso, Davide Bertolo con la chiusura del Presidente della Regione Augusto Rollandin.
Ha fatto seguito la consegna degli attestati per il lodevole servizio al C.R Cesare Brunod di Brissogne, classe 1954, al C.S. Italo Jordan di Valpelline, classe 1955, al C.S. Graziano Zanivan di Morgex (assente), classe 1954, al C.S. Donato Avoyer di Saint-Rhémy en Bosses, classe 1956, al C.R. Stefano Bertelli di Sarre (assente), classe 1956 e al C.R. Remo Malacarne di Nus (assente), classe 1954. Dopo gli attestati per lodevole servizio, sono stati consegnati gli attestati al personale che ha prestato servizio in Abruzzo per la missione di soccorso. I quattro capiturno hanno ricevuto gli attestati in nome del personale turnista, mentre Comandante ha ricevuto gli attestati in nome dei funzionari e del personale non turnista.
Al termine della conferenza è avvenuta la calata delle bandiere istituzionali da parte della squadra SAF.

Programma effettivamente svolto:
Programma effettivamente svolto:
Ore 10.30: santa messa;
Ore 11.15: indirizzi di saluto e conferenza stampa;
Ore 11.30: consegna degli attestati;
Ore 12.30: calata della bandiera.

Foto 3: Direttore della Direzione Servizi antincendio e di soccorso, Davide Bertolo e CS Donato Avoye;r
Foto 4 da sx verso dx: Coordinatore del Dipartimento degli Enti locale, affari di Prefettura e Protezione Civile, Piero Lucat, Presidente della Regione, Augusto Rollandin, Capo Reparto Cesare Brunod, Capo Squadra Donato Avoyer, Senatore Antonio Fosson, Capo Squadra Italo Jordan, Direttore della Direzione Servizi antincendio e di soccorso Davide Bertolo, Comandante del Comando regionale dei vigili del fuoco della Valle dAosta, Salvatore Coriale;
Foto 5 da sx verso dx: Capoturno del turno C, Capo Reparto Alessandro Leveque, Capoturmo del turno D, Capo Reparto Mauro Jordan, presidente della Regione, Augusto Rollandin, Comandante del Comando regionale dei vigili del fuoco della Valle dAosta, Salvatore Coriale, Capoturmo del turno B, capo Reparto Marco Cheney, Capoturno del turno A, Capo Reparto Roberto Vuillermoz;
Approfondimento:
Significato del patrono: Santa Barbara è venerata come santa e martire dalla chiesa cattolica e ortodossa, protettrice contro i fulmini e le morti improvvise e violente. È invocata contro la morte improvvisa per fuoco, perciò gli esplosivi e i luoghi dove sono conservati vengono spesso chiamati "santabarbara" in suo onore. Per lo stesso motivo, in Italia è la santa protettrice dei Vigili del Fuoco, dei minatori, degli addetti alla preparazione e custodia degli esplosivi e, più in generale, di chiunque rischi di morire di morte violenta e improvvisa, protettrice della Marina Militare Italiana, delle armi di Artiglieria e Genio, dei geologi, dei lavoratori nelle attività minerarie e petrolifere, degli architetti, degli artisti sommersi e dei campanari, nonché di torri e fortezze.
Storia e mito: Nacque nel III secolo d.C. in Asia Minore, in quella che è l'attuale Izmit, porto della Turchia, a quei tempi Nicomedia, per poi trasferirsi a Scandriglia in provincia di Rieti. La leggenda vuole che suo padre Dioscuro, di religione pagana, l'avesse rinchiusa in una torre per proteggerla dai suoi pretendenti. Questa, dopo qualche tempo scelse di diventare cristiana. Il padre, offeso ed adirato, decise allora di denunciare sua figlia al magistrato romano che, in quei tempi di persecuzione, la condannò alla decapitazione dopo due giorni di atroci torture, prescrivendo che la sentenza venisse eseguita proprio dal padre. Era il 4 dicembre dell'anno 306. Secondo la leggenda, Dioscuro procedette all'esecuzione, ma subito dopo venne ucciso da un fulmine, interpretato come punizione divina per il suo gesto. Esistono diverse tradizioni sul luogo del martirio e della deposizione del corpo. Una di queste riferisce che il martirio avvenisse a Scandriglia e il corpo sia stato poi trasferito a Rieti nel X secolo per metterlo in salvo dalle scorrerie saracene. Qui divenne patrona della città e le fu dedicata la cattedrale. Un'altra vuole il martirio avvenuto in Egitto e le reliquie trasferite a Costantinopoli, da dove i veneziani, alla fine del X secolo, le avrebbero portate a Venezia, e di lì a Torcello e poi a Murano.
www.regione.vda.it/vvf/default_i.asp

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