150 Sapori d'Italia: Garibaldi a Roverbella dal re che non lo voleva

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Uploaded by on Jul 7, 2011

Garibaldi, preceduto dalla sua fama di eroe guadagnata in Sud America, si precipitò al quartier generale di Carlo Alberto per offrire la sua spada... ma per il re era solo un repubblicano che aveva scampato la forca.M antova, ovvero una delle quattro fortezze imprendibili (con Peschiera, Legnago e Verona), era un autentico spauracchio per l'esercito savoiardo, così a Roverbella, tra Mantova e Peschiera, Carlo Alberto pose il suo comando. Lì si precipitò Garibaldi, tornato apposta dal suo esilio per essere protagonista del '48 europeo. Offrì la sua spada a Carlo Alberto che, nonostante fosse impegnato in una guerra cara ai patrioti d'ogni estrazione politica, era ossessionato da sensi di colpa per il suo passato di progressista.
Non poteva quindi che essere diffidente nei confronti del nostro eroe ancora mazziniano ed ex oppositore, così non lo accolse come provvidenziale combattente ma come un avventuriero dilettante. L'incontro si svolse, con freddezza e senza costrutto, a Villa Benati, ovvero nella casa di quel Luigi Benati, patriota che nel 1859 morirà in battaglia.
Nonostante l'ostilità del re, Garibaldi riuscì poi a fare comunque la sua parte, nominato generale dei volontari dal comando di Milano.
Mantova, il luogo mitico della cucina italiana del nord, dove l'incontro tra le sontuose suggestioni gonzaghesche e le rustiche e corpose mangerie della cascina padana ha raggiunto i massimi livelli di raffinatezza senza nulla perdere dell'autenticità contadina: la mostarda, i tortelli di zucca con gli amaretti, il cappone in agrodolce, la sbrisolona, la torta di tagliatelle... sono la tradizione che non tramonta mai.
Ma le brume padane, soprattutto nell'Oltrepò mantovano e nell'ansa di Viadana, con come contrappeso le solari colline moreniche del Garda, offrono dei microclimi unici da cui nascono prodotti unici: il melone di Viadana, la cipolla di Sermide, il tartufo bianco, la zucca mantovana.
Mentre nel trattare il maiale da queste parti sono maestri per antichissima tradizione, eredi di quei Galli Cisalpini sulla cui abilità nella salagione riferì pure Catone. Non dimenticando che il Parmigiano-Reggiano, nel rispetto del disciplinare, sta di casa pure qui.

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