Tu immagina di uscire dall'albergo. Vorresti stare dentro che tra poco ci sono i cubs su espn America. Ma senti la musica da fuori. Sembra un concerto in piazza, esci, senti la musica vicina. Di fronte all'albergo c'e' un garage. La musica e' da sempre nelle cantine. Guardi dal vertro sporco di quella che sembra un'officina in disuso. Batteria, chitarra e ti sembra un basso quello seduto sull'ampli. Jazz e funky. Hanno lo swing. Si fermano. pensano qualcuno abbia chiamato la polizia. Poi entri e chiedi di suonare per te. Il primo pezzo non lo riconosci. Poi continuano con cissy strut. Rispondi: il mio pezzo preferito dei meters... e non menti. Loro sono sorpresi. Ripartono e lo fanno sempre meglio, d'altro de la musica e' fatta per essere ascoltata da qualcuno altrimenti e' come se non esistesse. Pausa, applaudi, ringraziano. Poi attaccano con ain't no sunshine versione Van morrison.
Pensi che sei qui per caso. Che oggi non volevi camminare fino a Trevi. Che l'albergo l'hai scelto come primo della lista. Che hanno Sky e che potrai vedere il baseball prima di dormire.
Pensi che il dolore non si trasforma ma la musica lo trasforma. Tutto come se non ci fossero stati trentasei gradi oggi. Tutto come se non volessi andare a casa. Tutto grazie alla musica, al caso e alla sensazione che i passi pesano, o meglio, si pesano e se non hai alternative pensi bene a dove appoggiare i piedi per non scivolare.
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