Protesta CUB alla prima del Teatro alla Scala: il punto sulla manovra Monti

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Uploaded by on Dec 12, 2011

Servizio di Silvia Tagliabue.
Anche quest'anno il 7 dicembre, mentre tutti gli occhi sono puntati sui politici, magnati e starlette in sfarzosa parata per presenziare alla Prima del Teatro alla Scala, la CUB ha organizzato un presidio per far sentire la voce del mondo del lavoro.
In piazza c'era infatti chi la crisi la sta pagando da anni e che ora è chiamato a dare ancora di più, con una nuova manovra, la quarta di quest'anno, pensata da un governo di tecnocrati che hanno imbastito una serie di interventi che rispondono soltanto alla esigenze del libero mercato.
Purtroppo le analisi della crisi parlano di finanziarizzazione dell'economia e di paesi colpevoli di aver truccato i conti, ma non dicono che la crisi è figlia del modello di sviluppo fondato sui valori e gli interessi del capitale.
Tra le odiose misure che Monti e Fornero "i falsi tecnici" stanno decidendo c'è un massacro delle pensioni con: il blocco della rivalutazione, l'aumento degli anni di lavoro; la conferma del calcolo contributivo condannerà, per l'assenza di un lavoro stabile, i giovani a percepire una mancia come pensione.L'attacco alle pensioni è pesante e si fonda sull'oscuramento di due fatti: primo, che i conti dell'INPS sono in equilibrio; secondo, che il finanziamento delle pensioni è a carico dei lavoratori (che versano il 33% del loro salario mensile all'INPS) e in parte copre anche i mancati trasferimenti dallo Stato per le prestazioni assistenziali. malgrado ciò si continua a dire che il loro costo grava sulla spesa pubblica Oggi in Italia più di 3 milioni di pensionati percepiscono meno di 500 euro al mese e 4milioni e mezzo percepiscono tra i 500 e i 1000 euro. Per questo la CUB sostiene la necessità di un aumento delle pensioni a cominciare dalle minime, per ricostituire il potere d'acquisto perso dal 1992 (circa 30%) per il mancato adeguamento all'aumento dei prezzi.
La questione della pensione attanaglia anche i migranti, che la CUB sostiene nel rivendicare l'attuazione di accordi bilaterali con tutti gli stati di provenienza dei migranti per l'unificazione dei contributi pensionistici.Sappiamo anche che questa manovra sarà seguita da un'altra, perché, come richiesto dalla troika Ue Fmi e Bce, si dovrà metter mano al mercato del lavoro per renderlo più competitivo. Tradotto in altri termini, maggiore flessibilità e via libera ai licenziamenti senza giusta causa. Tutto questo sarà rivestito della retorica dello scontro generazionale tra chi è tutelato e chi non lo è. Mentre al contrario, per far fronte alla disoccupazione e alla precarietà dilaganti, occorre rafforzare i diritti, l'agibilità sindacale e la garanzia di reddito. E per capire in che direzione si sta andando, basti pensare che il superamento dei contratti di categoria nazionali è attuato in tutti i paesi sottoposti a regime di austerity. La protesta alla prima della scala è stata anche l'occasione per i lavoratori dello spettacolo per rivendicare l'idea del teatro come bene comune, come spazio aperto alla cittadinanza, per la riapertura del Teatro Lirico e contro la privatizzazione della Scala. I lavoratori scaligeri sono scesi in piazza anche per denunciare le morti per amianto e i problemi di sicurezza all'interno del teatro alla Scala. La CUB rivendica un modello di sviluppo ecosostenibile fondato sui beni comuni, la ridistribuzione del reddito, il diritto al lavoro, alla salute, allo studio e alla casa. Per aumentare i posti di lavoro, salvaguardare lo stato sociale e ridurre il debito i soldi si devono prendere da chi può pagare introducendo una patrimoniale sui grandi patrimoni, assicurando parità di diritti per i migranti; diritto all'asilo ai rifugiati; cittadinanza per i nati in Italia, il permesso di soggiorno per chi perde o ha un lavoro o denuncia il lavoro in nero;.attuando accordi bilaterali con tutti gli stati per l'unificazione dei contributi pensionistici.

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