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Reporter tv in Afghanistan: muoiono 3 giornalisti nel 2001

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Uploaded by on Oct 27, 2009

Riprese di Marco Petruzzelli www.tvreporter.it
(Afghanistan) -SHATARAI (Afghanistan) - La stampa paga un prezzo altissimo alla guerra in Afghanistan. Tre giornalisti, due francesi e uno tedesco inviati a seguire l'avanzata dell'Alleanza del Nord verso i territori in mano ai Taliban sono morti. Tutti e tre, secondo la versione fornita dai mujahiddin, sono stati uccisi durante un'imboscata contro un convoglio nel fronte di nordest.

La prima vittima è Johanne Sutton, 34 anni, di Radio France International. La notizia della sua morte è arrivata ieri sera insieme a quella che altri due cronisti erano dati per dispersi. Dopo poche ore è arrivata la conferma che anche questi ultimi erano morti: i loro corpi sono stati recuperati sulla linea del fronte dalle milizie antitalibane e portati a Shatarai. Le altre due vittime sono un giornalista francese che si chiamava Pierre Billaud, aveva 31 anni e lavorava per la radio Rtl e il tedesco Volker Handloik, 40 anni, che lavorava come free-lance per il settimanale Stern.

I tre inviati erano al seguito del comandante Hassan, uno dei capi militari dell'Alleanza. Da una delle trincee spuntano fuori i Taliban che sparano una granata anticarro contro il blindato su cui si trovavano i tre giornalisti morti con altri tre colleghi. La granata non esplode subito ma solo dopo che l'autista, con un velocissimo retro-front ha girato il blindato e i tre giornalisti sono caduti in terra e solo allora vengono colpiti dall'esplosione ritadata del proiettile. L'autista e gli altri blindati dell'Alleanza del Nord fuggono e lasciano lì i tre giornalisti che muoiono per le ferite riportate. "Noi altri tre - racconta la francese Veronique Rebeyrotte - ci siamo aggrappati al mezzo con le unghie e con i denti, e siamo riusciti a sopravvivere".
"Stavamo scherzando - ha detto ancora la reporter francese - sull'idea di trascinarci dietro il nostro interprete, che era un po' riluttante. Non avremmo mai pensato che stavamo correndo un pericolo. Avevamo fretta di entrare nella zona dei Talebani, vedere un po' che cosa stesse succedendo dall'altra parte. Era la prima volta in cui Pierre aveva l'opportunità di seguire da vicino la guerra di cui stava dando la copertura... E' un incubo", ha concluso la superstite.

Dopo la notizia della morte di Johanne Sutton, il primo ministro francese Lionel Jospin, ha detto di provare "grandissima tristezza" e si è associato al "lutto che colpisce la comunità dei corrispondenti di guerra".

In Italia, il segretario della Federazione nazionale della Stampa (Fnsi), Paolo Serventi Longhi, ha parlato di "fatto gravissimo", di "primo giornalista caduto, che testimonia di una guerra terribile molto più di quanto non riescano a fare le stesse cronache".

Johanne Sutton - ha raccontato un suo collega di Rfi a Parigi - "era impegnata in reportage nel nord dell'Afghanistan, si era unita al convoglio dell'Alleanza del Nord nel pomeriggio di domenica".

La zona dell'agguato, il fronte di Sharatai, è stata teatro ieri di una recrudescenza degli scontri, I combattimenti sono cominciati verso le 17 (ora locale, le 13,30 in Italia) con un bombardamento dell'artiglieria pesante dell'Alleanza del Nord sulle colline circostanti.

La morte delle due giornaliste è l'ennesimo tributo della stampa francese in guerra. Il caso di Michel Peyrard è ancora fresco: introdottosi clandestinamente in Afghanistan, il giornalista di Paris Match è stato arrestato dai talebani e ha rischiato un processo per spionaggio. Solo il lavoro dei diplomatici e la pressione internazionale hanno convinto il regime di Kabul a rilasciarlo e a rinunciare a usarlo come scudo umano. Peyrard è giunto sabato scorso in Pakistan, sano e salvo.

(12 novembre 2001)
Da un programma di Mimmo Lombezzi (Mission) Italia 1

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  • La vera ragione della guerra: far passare un oleodotto dal Mar Caspio al Pakistan

    cercate su google "oleodotto Afghanistan" ed avrete tutte le risposte

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