Potremo presto sentire parlare degli Scaramouche. Perché in questo, come in ogni disco desordio, troviamo vari ingredienti che ben miscelati possono portare lontano. Sotto la guida artistica di Cabo Cavallo, cantante dei Litfiba, e di Carlo Barducci degli studi Parsifal, i quattro musicisti del gruppo scelgono come punto di partenza un rock elettroacustico che da una parte raccoglie atmosfere tradizionali, dallaltra si vuole nella canzone dautore italiana. Il tutto con una buona dose di energia, senza però rinunciare totalmente alla ballata e soprattutto con molta attenzione ai testi. Uno dei punti di riferimento potrebbe essere Vinicio Capossela (Ho paura di tutto e Scaramouche), ma anche le sonorità alla Bandabardò (Il Netturbino), o quelle cantautorali classiche (la bella Milena) o il rock tradizionale (Missile intelligente) o infine il folk (la famosa Tarantella del Gargano già portata al successo dalla Nuova Compagnia di Canto Popolare e reinterpretata con gusto). Efficace la voce di Michele Lombardi così come ottima la base strumentale con Michele Mingone, Riccardo Brizzi e Alfredo dOnofrio. Alla prossima, attendendo un suono più originale.
Michele Manzotti
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