La critica di Guareschi si rivolge ugualmente agli Stati Uniti e al mondo comunista. Dei primi mette in evidenza quella cecità politica chiamata comunemente "imperialismo", nonché l'eccesso di frivolezza dei suoi rappresentanti - l'ambasciatrice Clare Booth Luce e Jacqueline Kennedy - a cui contrappone un'anziana cowgirl simbolo di una Vecchia America anch'essa, come già la Vecchia Europa, destinata a scomparire; del secondo, il totalitarismo sanguinario. Anello di congiunzione tra i due mondi è Cuba, dove la rivoluzione castrista si ritorce contro chi l'aveva imprudentemente sostenuta, provocando la celebre "crisi dei missili" che rischiò di far precipitare il mondo nella guerra atomica.
Facendo un passo indietro, Guareschi affronta quindi lo stalinismo, ma facendo notare come la sua fine non abbia modificato in nulla il comunismo sovietico, che reprime la rivolta ungherese come già aveva represso quella cecoslovacca. E l'Europa si trova nel mezzo "inguaiata a oriente e a occidente".
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